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Stefania Craxi ancora lontana dal Nuovo Psi

Ed è stato il difficile dialogo tra la presidente della Fondazione Craxi e Gianni De Michelis a segnare la giornata conclusiva del terzo Congresso del Nuovo Psi.
Stefania Craxi con il suo intervento ha gelato gli entusiasmi suscitati dai primi due giorni di dibattito. Ha infatti detto con rude franchezza che la strada che lei immagina per la ricostruzione di una forza socialista non coincide con quella del partito di De Michelis, che ha invitato a fare un passo indietro insieme a tutti gli ex dirigenti del Psi. «Quello che ho in mente è un lavoro lungo, capillare, ma soprattutto serio e non la somma di De Michelis più La Malfa, più Altissimo. Solo se Gianni riuscirà nel suo obbiettivo minimo del 5%, anche se lo ritengo difficile, potrò ricredermi e mettere a disposizione il valore che è stato creato attorno alla Fondazione». In attesa di quel giorno, però, Stefania ha invitato tutti a fare un passo indietro, non solo De Michelis e compagni, ma anche i leader dello Sdi, Boselli, Villetti e Intini, a cui ha rimproverato tra le tante cose anche l'alleanza nell'Ulivo con Antonio Di Pietro.
De Michelis ha atteso la replica per rispondere alla figlia di Craxi, e lo ha fatto evitando toni polemici, pur rispondendo punto per punto. «Mi auguro che Stefania dai nostri lavori tragga la conclusione di unirsi a noi e darci una mano: quando pensavo a una lista unitaria alle europee, pensavo a lei...».
Per raggiungere l'obbiettivo del 5%, le ha ricordato garbatamente De Michelis, «non basta aspettare perchè giunga da solo». «Ti invito a venire con noi perchè abbiamo bisogno di tante mani». Per l'ex ministro degli Esteri, infine, la rielezione è stata scontata.

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