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Assemblea Ulivo, fischi a D'Alema e scontro Rutelli-Pecoraro Scanio


Un'assemblea che, nelle intenzioni dei promotori, doveva servire ad un rilancio dell'Ulivo allargato; e che invece si è trasformata in una resa dei conti di alcuni dei principali problemi interni, facendo riemergere vecchie e nuove polemiche.
Alcuni esempi: D'Alema apostrofato con un grido «Te ne devi andare!» quando evoca gli errori del passato, definendo «un disastro» il mantenimento del doppio binario partiti-società civile dopo la vittoria dell'Ulivo del '96. Il "liberal" Ds Enrico Morando che incassa un'ovazione quando usa una battuta attribuita a D'Alema nel '97 ma per fini opposti: «Costituente de che? Se non si riesce neanche a fare un coordinatore dell'Ulivo!». È un battibecco aspro, poi, quello tra Rutelli e Pecoraro Scanio, con il coordinatore dell'Ulivo che accusa il leader dei Verdi reo di invocare l'unità sui programmi dopo aver promosso il referendum sull'art. 18 che «ci manda in frantumi».
Che l'appuntamento fosse molto atteso, lo dimostra la prima fila occupata dal gotha del centrosinistra e i vari leader dei movimenti presenti in sala: Amato, D'Alema, Fassino, Rutelli, Boselli (che non interviene) fatto sedere accanto a Di Pietro, Pecoraro, Morando, Castagnetti, Bindi, Franceschini. Parisi è assente, ma manda un comunicato per rilanciare l'unità dell'Ulivo, con un invito a non chiudersi in recinti ristretti.
C'è anche Berlinguer, leader del "correntone", che prende appunti però non parla, forse per non distrarre i media da quanto dirà Cofferati che lancia il mensile di Aprile, destinato guarda caso a far da ponte tra Ulivo e movimenti. Dei girotondi ci sono Marina Astrologo e Maria Giordano, Elio Veltri di Opposizione Civile, gli ecologisti Scalia e Realacci, sindacalisti e pacifisti; Scoppola e Ariemma che fanno gli onori di casa per conto dei comitati dell'Ulivo.
A due chilometri da via Ripetta, guarda caso, c'è perfino il leader atteso da tutti, Romano Prodi, in Campidoglio per fare da testimone al matrimonio del suo primo portavoce, Silvio Sircana, insieme al suo ex vicepremier, oggi sindaco, Walter Veltroni.
Francesco Rutelli accoglie entusiasta la nascita degli albi e lo dice chiaro e tondo nel suo discorso, dopo aver spinto per un Ulivo largo «che sia però capace di prendere decisioni».
Altrettanto netta è la bocciatura che non a caso viene dal leader dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, che vede questa iniziativa come il fumo negli occhi, l'embrione del partito unico: «Parlare di albi di iscritti, delegati e comitati centrali non ha niente a che fare con una coalizione, è un'altra cosa».

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