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Anche i governatori del Nord bocciano Bossi

Formigoni (Lombardia): «La sola capitale è Roma». Battibecco a distanza tra Storace e il leghista Bricolo

Ma non solo. L'approvazione del disegno di legge sul federalismo ha innescato anche un'infuocata polemica fra Alleanza nazionale e Lega Nord.
«La sola capitale è Roma, dopo di che Milano è capitale da tanti secoli e il ruolo di vice capitale sarebbe una diminutio» è stato il commento del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che ha evidenziato la funzione di Milano, «locomotiva d'Italia». L'ipotesi delle vice capitali ha suscitato l'ironia del presidente della Regione Campania, Antonio Bassolino. «In Italia ci vuole più serietà - ha detto -. In primo luogo da parte di chi ha addirittura incarichi ministeriali».
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Storace, ha messo le mani avanti: «La capitale è una e questo non si può discutere. Bossi deve rassegnarsi, abbiamo già dato». E ha continuato: «Un governo democratico che finalmente riconosce poteri normativi alla capitale non si era mai visto». A suo avviso, le vice capitali («Latina e Frosinone, non certo Milano e Firenze») sono «roba che nemmeno la fantasia di Woody Allen... Al leader del Carroccio, forse, in Friuli hanno troppa grappa». Parole che hanno irritato il vicepresidente del gruppo della Lega alla Camera, Federico Bricolo: «Storace la smetta di offenderci. Deve capire che in Padania la gente ci chiede di finirla con gli aiuti a Roma». Bricolo ha ricordato quindi al governatore del Lazio che al Nord «viene visto come un questuante piagnucolante». La parola è passata di nuovo a Storace: «Vedo che un certo Bricolo mi attacca - ha affermato ironico -. Convocherò una riunione con Eolo e Brontolo per rispondere».
Il tema ha acceso anche diversi ministri. «Con la devolution abbiamo rafforzato l'unità del Paese, ma anche il federalismo - ha dichiarato il ministro per gli Affari regionali, Enrico La Loggia -. Abbiamo dato anche più chiarezza nella destinazione delle funzioni tra Stato e Regione». «Qualcuno dice che è anche di troppo, ma noi crediamo che una capitale basti» è stato il commento del ministro delle Politiche comunitarie, Rocco Buttiglione, che ha aggiunto: «Se per caso le capitali fossero più di una, è sicuro che potrebbero non essere tre, perché si darebbe la cattiva impressione che in Italia ci sono la Padania, il Centro e il Sud». Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Carlo Giovanardi, è stato una voce fuori dal coro, dicendosi d'accordo con la modifica proposta dal ministro Bossi. «Adesso dobbiamo distruggere le due pile di carta che si sono allineate in questi mesi per i ricorsi fra Stato e Regioni sulle competenze dettate dal federalismo» ha aggiunto il ministro per i Beni culturali, Giuliano Urbani.
La questione di Roma capitale è stata ripresa da più parti. «Roma non chiede, perché merita nuovi poteri e maggiori fondi per assolvere le funzioni di capitale» ha dichiarato il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale del Lazio, Alfredo Antoniozzi. «Bossi si metta l'anima in pace e la smetta di straparlare: la capitale è solo una» si è imposto Donato Robilotta (Nuovo Psi). «La mia capitale è stata e continuerà ad essere Milano» ha affermato invece orgoglioso Roberto Calderoli, vice presidente del Senato. Spiritosa la soluzione proposta dal presidente della Provincia di Roma, Silvano Moffa: «Il tema delle riforme non può risolversi a una partita di calcio tra Roma e Milano».

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