cerca

DOPO L'ACCORDO NELLA CDL

L'opposizione vuole fermare il varo della devolution

Questo dovrebbe essere varato venerdì dal consiglio dei ministri. L'opposizione non si è opposta al rinvio, ma considera «una presa in giro del parlamento» ed un «arbitrio della maggioranza» impegnare Montecitorio su una riforma costituzionale destinata, come ha già deciso la Casa delle libertà, a essere inglobata in un altro testo di riforma. I capigruppo dell'Ulivo chiedono infatti ai presidenti di Camera e Senato Casini e Pera di bloccare l'iter della legge.
Bossi, intanto, spiega sulla Padania la portata dell'intesa raggiunta nel centrodestra, con la mediazione di Berlusconi, e che ha messo d'accordo, almeno per il momento, Lega e Udc. E avverte che la Lega non è disponibile ad altri cedimenti o rinvii. Il ministro delle Riforme ricorda che il patto elettorale era di approvare la devolution senza condizioni, e adesso invece sono state messe in campo le altre modifiche della Costituzione. «C'è un prezzo da pagare se si vuole portare avanti il processo di federalismo che ha bisogno del contributo di tutti gli alleati», ammette Bossi. Nel summit con i leader l'altro giorno Alleanza nazionale ha voluto inserire nel testo la salvaguardia de «l'interesse nazionale», che a suo parere potrebbe limitare i poteri delle Regioni. In cambio quindi il ministro leghista chiede al più presto la riforma per regionalizzare la Corte costituzionale. Rivendica poi di essere riuscito a convincere gli alleati a sostituire la parola «Stato», con «Repubblica», perché la prima indica il parlamento centrale, la seconda i consigli regionali, provinciali e comunali. «Per me la vera capitale è Milano», afferma ancora Bossi.
Per il capogruppo delle Margherita Pierluigi Castagnetti il progetto di devolution della maggioranza rischia di mettere in moto un «meccanismo di dissolvimento» dell'unità italiana. Sottolinea che, con questa legge, un numero esiguo di persone, di volta in volta, potrebbe dar vita a nuove Regioni. Devastante anche la riforma della Corte costituzionale fatta subito, senza i passi necessari come la fine del Bicameralismo perfetto. Castagnetti invita il centrodestra a dimostrare senso di responsabilità istituzionale e costituzionale.
Ma per il ministro degli Affario regionali Enrico La Loggia i toni allarmistici dell'opposizione sono «assolutamente insensati e puntano solo a creare nell'opinione pubblica grande disorientamento». La riforma nasce soprattutto dall'esigenza di riparare ai guasti provocati dalla precedente riforma dell'Ulivo, che ha determinato così tanti ricorsi alla Consulta, con il rischio di una paralisi del paese.
M. M.

Commenti

Condividi le tue opinioni su Il Tempo

Caratteri rimanenti: 1500

Opinioni