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IL DIBATTITO NELLA DESTRA

Matteoli: «Nessun vice di Fini in An»

Il Ministro dell'Ambiente Altero Metteoli, dal palco del convegno di Nuova alleanza, la corrente «liberal» di An, chiarisce il senso della proposta di un coordinatore, avanzata due giorni fa da Adolfo Urso. «Qui a Bologna - continua Matteoli - non abbiamo fatto niente di diverso rispetto a quello che hanno fatto o faranno le altre componenti, andando nelle stanze di Fini a chiedere la stessa cosa. Noi lo abbiamo fatto pubblicamente perché è così che si fa. È cosi che ci si comporta». Matteoli chiarisce poi che il coordinatore rappresenterà «uno strumento organizzativo che oggi non c'è e non sarà- e non lo vogliamo - un vice di Fini perché nella Destra un vice non c'è mai stato. Non è nel nostro dna».
Insomma, per Matteoli il coordinatore del partito dovrà occuparsi solo dell'organizzazione del partito. «Ma se qualcuno - chiarisce l'esponente di An - attraverso questa proposta già si illude di occupare una poltrona in più e di mettere le mani sul partito, ha capito male».
Se c'è un partito in crisi «quello certamente non è An. Abbiamo solo bisogno di una riforma di tipo organizzativo» spiega ancora Matteoli. Il progetto di riforma dovrà prevedere, come è emerso dalla due giorni una conferenza organizzativa, l'elaborazione di un nuovo statuto. Infine una stoccata agli alleati: «Se qualche partito crede di aver fatto riforme perché sposta un ufficio da Roma e Milano non sono queste le riforme che An vuole».
Proprio sul fronte organizzativo An terrà un vero e proprio «congresso» degli amministratori locali a Montecatini Terme il 12 e 13 aprile prossimi. «Con questo Forum - afferma Bocchino - faremo emergere un tesoro nascosto: quello rappresentato dall'esercito di consiglieri comunali di cui dispone il partito. Stiamo informatizzando la lista dei nostri consiglieri e ne abbiamo contati quasi 15.000 sparsi in tutta Italia. Si tratta di una classe dirigente che va valorizzata perchè ha un forte radicamento nel territorio e può dare molto al partito e al Paese». «Noi siamo il partito degli amministratori - sostiene Briguglio -. Visto che le migliaia di eletti negli enti locali rappresentano la nuova classe dirigente del partito, quella che si confronta ogni giorno con i problemi della gente, con un "sociale" vissuto».

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