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IL DIBATTITO DENTRO LA DESTRA

«Serve un coordinatore per An»Urso lancia la proposta. Storace: «L'ho detto 500 giorni fa». Gasparri: «Non ora»

Lo propone Adolfo Urso, leader di Nuova Alleanza, alla convention della sua componente. E apriti cielo. Dentro il partito di Fini si riapre il dibattito sulla proposta. Altero Matteoli, co-leader di Nuova Alleanza, si dice subito d'accordo. Arriva anche il sì (con relativa rivendicazione di paternità) da parte della Destra Sociale di Francesco Storace e Gianni Alemanno. La corrente di maggioranza relativa, Destra Protagonista, guidata da Maurizio Gasparri e Ignazio La Russa, invece nicchia.
Ma Fini accoglierà la proposta di Urso-Matteoli? Presto per dirlo. Storace, calendario alla mano, fa subito sapere: «L'ho lanciata esattamente 500 giorni fa». Ma a quell'epoca la richiesta del presidente della Regione Lazio cadde nel vuoto. Gasparri e La Russa, non dicono «no» e nemmeno sì. Prendono tempo i due leader e sottolineano che spetta a Fini decidere. Quando e se sarà necessario: ora, sostengono, le priorità sono altre. Che tocchi proprio a Fini decidere è l'unica cosa, peraltro, sulla quale sono tutti d'accordo. Il numero uno di via della Scrofa per ora non ha espresso la sua opinione e, da via della Scrofa, non è ancora giunto alcun segnale. Resta in silenzio anche Mario Landolfi, portavoce del partito.
Ma c'è chi fa notare che quando a lanciare la proposta fu la sola Destra Sociale, Fini sembrò tutt'altro che interessato. Da allora è passato più di un anno.
Ma a cosa servirebbe un coordinatore nazionale? Secondo Urso sarebbe utile per «affrontare la fase due della legislatura» che dovrebbe coincidere «con una nuova fase per il partito», preceduta da una conferenza organizzativa. «Ci vuole - ha aggiunto il viceministro al Commercio Estero - una struttura più agile, più snella, più capace di prendere decisioni in tempo reale. Quindi una figura che possa assolvere alle indicazioni politiche che il presidente del partito pone di volta in volta».
«Dopo la fine della guerra in Iraq - ha replicato Alemanno - il quadro politico italiano entrerà profondamente in movimento e An deve mettere a frutto tutte le sue risorse per essere all'altezza di una fase decisiva per il rilancio dell'azione di governo del centrodestra».
Per Matteoli «c'è bisogno di dare al partito un assetto organizzativo che porti ad una presenza più massiccia sul territorio. In periferia c'è un grande attivismo, ma risentiamo di una carenza organizzativa di vertice».
Di tono diverso le valutazioni che provengono da «Destra Protagonista». Per Gasparri va bene la conferenza organizzativa, «ma che necessità c'è di un toto-coordinatore?». La Russa risponde secco: «Per il momento c'è altro cui pensare».
Chi potrebbe essere il coordinatore se Fini dirà di sì? Qualcuno della squadra di governo: Gasparri (disse che non si sarebbe tirato indietro), Alemanno o lo stesso Urso. Oppure un il leader lancerebbe un homo novus, come nel suo stile?
Tuttavia Urso ieri ha mandato anche un altro messaggio, più esterno al partito che interno: «Se c'è un partito di Giobbe questo è Alleanza Nazionale», riferendosi alla frase pronunciata due giorni fa da Berlusconi. «All'interno della coalizione - ha detto il vice di Marzano - An ha dimostrato di avere la massima pazienza e la massima responsabilità. Noi chiediamo oggi al nostro partito di essere anche il partito delle riforme, perchè oggi fare le riforme vuol dire essere responsabili nei confronti del Paese». Un avvertimento agli alleati?
F. D. O.

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