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Da Berlusconi i leader della Cdl

Il vertice domani a Roma. Devolution e amministrative fra i temi

È evidente che, alla luce degli ultime fiammate polemiche che si sono alzate nel centrodestra (soprattutto tra Lega e centristi) e che hanno indotto esponenti della maggioranza a ipotizzare verifiche e addirittura rimpasti, la parola d'ordine dei vertici di Forza Italia sia all'insegna del basso profilo. Insomma l'incontro di domani in via del Plebiscito non deve suonare come un appuntamento per una sorta di chiarimento interno perché potrebbe incrinare quella immagine di compattezza della maggioranza cui Berlusconi tiene molto.
Ma gli alleati, o almeno alcuni, non rinunciano comunque a dire come la pensano. Ad esempio Marco Follini ha fatto sapere di auspicare un «significativo rilancio progettuale dell'azione di governo» per rendere «più forte la coesione fra i partiti della maggioranza». Gli ha fatto eco Rocco Buttiglione per il quale lo stato della maggioranza «è buono» ma non al punto che non possa «essere migliorabile». Di certo, poi, la battuta "biblica" di Berlusconi (in pazienza supererò Giobbe) ha fatto galoppare non poco la fantasia politica.
Si aggiunga la reprimenda che il premier ha fatto ai suoi alleati tra una pausa e l'altra del Consiglio dei ministri, e si comprende perché non tutti ritengano che il clima interno sia dei migliori. Eppure Berlusconi in pubblico ha fatto di tutto per smorzare le polemiche: ha minimizzando l'incidente in aula sull'emendamento Giulietti, ha assicurato che la maggioranza va avanti "serrata", e che l'idea di rimpasti di governo è decisamente fuori luogo.

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