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Scuola, Tremonti sborsa i soldi per il contratto

Il ministro: «Molto importante avere personale motivato anche sotto il profilo retributivo»

Il lungo tira-e-molla con Tremonti si è fermato ieri in consiglio dei ministri alla cifra di 325 milioni di euro per il periodo contrattuale 2002-2003.
La Moratti ha spiegato che al personale così potranno essere erogati 191 milioni di aumenti per il periodo 2003-2003 e 134 milioni per gli ultimi 4 mesi del 2003. Si raggiungono così i 325 milioni (peraltro stimati e da verificare), ai quali, per il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (i cosiddetti «ata», in pratica i non docenti) vanno aggiunti 75 milioni derivanti da economie per il 2003, dei quali 60 milioni sono da destinarsi al trattamento accessorio nell'ambito della tornata contrattuale; somma, ha detto il ministro, «che potrebbe essere stabilizzata».
«Quello del contratto — ha detto dichiarato la Moratti — è un tema che ci ha impegnato molto. L'accordo raggiunto consentirà di sbloccare il contratto degli insegnanti e del personale della scuola», fattore importante perché, ha sottolineato, «avere un personale motivato anche sotto il profilo retributivo è fondamentale».
Saranno sufficienti queste risorse per corrispondere alle aspettative di docenti e non docenti? In genere questo non accade mai. Ieri i sindacati del settore, alla notizia del raggiunto accordo a Palazzo Chigi, almeno a caldo non sono stati a discutere sull'entità degli stanziamenti. Il segretario generale della Cisl Scuola Daniela Colturani ha auspicato che ora «dalle intenzioni si passi ai fatti con la sollecita apertura del tavolo negoziale all'Aran» dato che i lavoratori dell'istruzione «mortificati da tanti pesanti provvedimenti che hanno fatto aumentare i già gravi pesi della loro condizione professionale attendono immediate risposte per una rapida chiusura del contratto».
La lunghezza dell'attesa è sottolineata polemicamente anche dalla Uil. Massimo Di Menna, segretario generale della Uil scuola, osserva che «dopo 15 mesi dalla scadenza del contratto, i salari fermi al 2001, uno sciopero che ha coinvolto in modo significativo tutto il personale della scuola, occorre giungere rapidamente alla chiusura del nuovo contratto e far arrivare i soldi in tasca agli insegnanti e al personale Ata».
Un ruolo positivo nella definizione delle vicenda rivendica l'Udc. Il capogruppo alla Camera Luca Volonté dice che «hanno avuto buon fine le nostre sollecitazioni e interpellanze».

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