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Approvato il decreto sulle 48 ore di lavoro

Inoltre si stabiliscono nuove regole su pause, ferie, lavoro straordinario e notturno. La direttiva europea che così si applica è del '93 e avendola approvata l'Italia evita di pagare una penale di 238mila euro al giorno.
L'argomento è particolarmente delicato e quando il governo lo ha affrontato i sindacati sono insorti, anche perché si tratta di materia contrattuale. Nel comunicato di Palazzo Chigi si rileva fra l'altro che nel testo, redatto in accordo con la Funzione Pubblica, sono state accolte le osservazioni delle Commissioni parlamentari. Inoltre pur adottando flessibilità compatibili con gli standard europei viene mantenuta la domenica come giorno festivo.
È sparita dal nuovo testo la norma, invisa ai sindacati e non gradita nemmeno a Confindustria, secondo la quale, allo scadere dei contratti collettivi nazionali, sarebbero dovute decadere le attuali norme contrattuali sull'orario di lavoro. Contro questo particolare praticamente tutte le organizzazioni dei lavoratori erano insorte.
Inoltre è stato esplicitamente escluso dall'ambito di applicazione del decreto il personale della scuola; sono state modificate le scadenze temporali per l'adempimento degli obblighi di comunicazione previsti in caso di superamento delle 48 ore di lavoro settimanale per prestazioni di lavoro straordinario; sono state fatte salve le attività caratterizzate da periodi di lavoro frazionati in relazione al diritto, per il prestatore di lavoro, per poter usufruire di 11 ore di riposo consecutive ogni 24 ore per le attività a svolgimento ripartito; ancora, è stata introdotta una disposizione specifica per il lavoro notturno svolto nel settore della panificazione non industriale.
Il decreto fa salva l'autonomia della contrattazione collettiva; conferma il normale orario di lavoro in 40 ore settimanali, le ferie pari almeno a 4 settimane all'anno, il riposo con almeno 24 ore consecutive ogni sette giorni, il lavoro straordinario, notturno e la sua durata massima prevedendo che l'idoneità sia accertata da strutture pubbliche competenti, e il lavoro a turni.
La vera novità è rappresentata dall'introduzione di un limite massimo alla settimana di lavoro in 48 ore, straordinario compreso. Stabilendo, in particolare, che la durata media dell'orario non possa in ogni caso superare le 48 ore ed ancora che la media sia calcolata facendo riferimento ad un periodo al massimo di 4 mesi.
I sindacati comunque ieri hanno reagito negativamente perché, come ha sottolineato la Cisl, il provvedimento è stato inserito all'ultimo momento, senza confronto, fra quelli all'ordine del giorno.

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