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L'ITER IN PARLAMENTO

Il governo vorrebbe il via libera in estate

In questo senso lo stesso ministro ha sondato il terreno nella giornata di ieri per verificare le condizioni di una rapida approvazione. Da par suo il presidente del Senato Marcello Pera ha fatto sapere di essere pronto a calendarizzare al più presto possibile il disegno di legge in modo che i tempi siano accorciati al massimo.
E quali sarebbero i tempi? Ora il testo deve essere firmato da Casini che lo deve inviare a Pera, il quale a sua volta deve assegnarlo alla commissione Lavori Pubblici, presieduta da Luigi Grillo (Fi); quindi deve essere messo all'ordine del giorno dell'organismo ristretto. Tra ferie pasquali, ripresa dei lavori, discussione generale e presentazione degli emendamenti non si farà prima della fine di aprile. A questo punto, si entra nei meandri parlamentari, dove definire i tempi di uscita è quasi impossibile anche perché una variabile principale è la tenuta della maggioranza.
Ce la farà la Cdl? Sulla carta, e soprattutto se c'è una volontà politica forte, il ddl Gasparri potrebbe vedere la definitiva approvazione anche prima della pausa estiva. In teoria (perché la pratica, come s'è visto, ha riservato notevoli sorprese). In effetti se in Commissione Lavori Pubblici al Senato l'Ulivo deciderà di fare ostruzionismo, presentando magari migliaia di emendamenti, la maggioranza potrebbe invocare il regolamento del Senato che consente, in buona sostanza, di calendarizzare un provvedimento in aula anche se è ancora in discussione in Commissione. Ciò significa che la riforma radio-tv potrebbe entrare volando anche nell'aula di Palazzo Madama e, sempre facendo l'ipotesi più rapida, potrebbe essere varata dal Senato tra maggio e giugno.
A quel punto il testo dovrebbe tornare a luglio alla Camera, dove però la discussione, stavolta, sarebbe solo sulle modifiche e non su tutto il provvedimento. Siccome il Governo ha annunciato l'intenzione di cambiare solo la parte stravolta da opposizione e franchi tiratori, il ddl Gasparri potrebbe essere definitivamente approvato anche all'inizio di agosto, oppure subito dopo la pausa estiva ma prima dell'inizio della discussione della Finanziaria. Se inizia l'esame della Manovra, infatti, i conti saltano. Perché il ddl Gasparri prevede una spesa e dunque non potrebbe essere discusso in sessione di bilancio. Altrimenti o si stralcia la spesa oppure se ne riparla nel 2004.
F. d. O.

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