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RAI e Mediaset devono vendere una televisione a testa (e Rizzoli-Corriere della Sera potrebbe comprarla), ...

Sempre che, è bene ricordarlo, il Senato non modifichi di nuovo il testo, come è stato praticamente annunciato dal Governo, ritornando all'impostazione originaria. E sempre che, anche questo è bene ricordarlo, la Corte Costituzionale non intervenga nel frattempo con una sentenza che cambi tutto.
L'emendamento dell'opposizione, infatti, modifica l'articolo 15 del ddl Gasparri e sopprime il 16. E cosa prevedeva l'articolo 15? Prevedeva anzitutto che all'attuazione «del piano nazionale di assegnazione delle frequenze radiofoniche e televisive in tecnica digitale, uno stesso fornitore di contenuti, anche attraverso controllate o collegate, non può essere titolare di autorizzazioni che consentano di diffondere il 20 per cento dei programmi televisivi o il 20 per cento dei programmi radiofonici». Ora invece si introduce un divieto perentorio: non si possono avere più di due concessioni. Anche quando entrerà in funzione il digitale terrestre.
Più complicata la situazione per l'articolo 16 che sostanzialmente riduceva i divieti di incroci proprietari (oggi chi ha tv non può avere giornali e viceversa). Ora si torna al divieto assoluto. Tradotto: vuol dire uno stop per all'integrazione di tutto il gruppo editoriale di Berlusconi. In particolare a Mondadori che ha annunciato in diverse occasioni di voler entrare nella proprietà de Il Giornale, tanto che ne è divenuta anche la concessionaria pubblicitaria. Con il nuovo testo invece «i destinatari di concessioni televisive nazionali che controllano una quota pari al 20% o superiore delle risorse economico-finanziarie del settore televisivo via etere terrestre in tecnica analogica non possono controllare direttamente o indirettamente quotidiani ed emittenti radiofoniche». Mondadori, che doveva dunque diventare il "cuore" del gruppo Berlusconi, dovrà rivedere i suoi piani. Non solo. Ma Rcs può entrare nel mercato tv ma molto limitatamente (potrebbe comprare una rete da Rai o Mediaset ma solo se non è Canale 5 o RaiUno).
Inoltre, una buona e una cattiva notizia per La7. Per la tv di Telecom salta il tetto del 10% per i ricavi pubblicitari fissati dal ddl Gasparri. Quindi, in linea teorica, il canale televisivo potrà crescere. Ma si complica il quadro societario della tv. Infatti Telecom è riuscita ad entrare in possesso dell'ex Tmc anche se la precedente legge di sistema, la legge Maccanico, imponeva un divieto espresso al "monopolista" di concessioni pubbliche. In pratica era un "no" secco all'allora Stet (la legge Maccanico è del '97) di comprare tv. Il divieto era stato superato grazie ad un ricorso al Tar grazie al quale Telecom aveva dimostrato che, sopraggiunta la sua privatizzazione, non era più monopolista. Successivamente la compagnia telefonica non ha più proceduto nel contenzioso giuridico visto che la nuova legge del governo di centrodestra abrogava del tutto il "no" imposto dal centrosinistra. "No" che oggi, paradossalmente, torna in vigore. E La7? Ora di chi è?

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