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«FORSE la soluzione è un'amnistia contenuta».

Dopo lo stop all'indultino al Senato registratosi due giorni fa, torna prepotentemente all'ordine del giorno la questione giustizia e in particolare l'indulto, l'indultino e, appunto, l'amnistia.
Presidente, l'ipotesi che possa tramontare l'indultino rilancia, paradossalmente l'indulto vero e proprio?
«Certo, non c'è dubbio. Anzi, non solo l'indulto ma anche l'amnistia»
In che senso, presidente?
«Senta, lo stop registrato in Commissione Giustizia al Senato è dovuto ad una maggioranza trasversale che si è creata. A questo punto appare del tutto chiaro che la proposta che raccoglie maggiori consensi è quella dell'indulto».
E allora? È da questa proposta che bisogna ripartire?
«Allora, volenso sintetizzare. Sull'indulto ci sono due proposte che raccolgono i maggiori consensi. Quella di Forza Italia che chiede indulto più amnistia e quella dei Democratici di Sinistra che vogliono invece solo l'indulto. Credo è tra queste due ipotesi che bisogna trovare la soluzione»
E quale potrebbe essere a suo avviso la mediazione possibile?
«Mah... diciamo l'indulto più un'amnistia contenuta».
È la sua proposta?
«No, non faccio proposte. Adesso l'indultino deve andare la prossima settimana in aula al Senato. Dopo il voto di Palazzo Madama ne riparliamo. D'accordo?»
Vuol dire che sarà formalizzata una nuova proposta?
«Al momento non è cambiato nulla per quanto riguarda i testi. Sono quelli che sono noti»
Al momento dunque non ci sono novità?
«Al momento non ci sono novità alla Camera. Ma aspettiamo il Senato»
F.d.O.

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