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«Una sinistra irresponsabile aiuta Saddam»

L'Ulivo si divide sugli aiuti all'Iraq. I Verdi si dissociano, vogliono una mozione assieme a Rifondazione

Alla Camera, in un'aula semivuota (solo 7 deputati) ieri sono state presentate le mozioni sugli aiuti umanitari all'Iraq che saranno votate giovedì. Anche su questo problema l'Ulivo si è diviso.
Non è stato possibile presentare una mozione unitaria ed i Verdi hanno ritirato la firma dal documento del Centrosinistra chiedendo che fosse presentata una mozione comune delle opposizioni, Ulivo più Prc. Ma a questa ipotesi è contrario lo Sdi deciso ad opporsi alla «deriva estremista dell'Ulivo». Il Pdci ha presentato una sua mozione per chiedere la sospensione immediata dei combattimenti. Una richiesta fatta autonomamente dal Pdci e che non compare invece nel documento dell'Ulivo in cui si chiede più semplicemente che le azioni di guerra non impediscano il trasporto in Iraq dei generi alimentari e medicinali necessari alla popolazione. Un'altra mozione è stata presentata da Rifondazione Comunista per chiedere l'immediato cessate il fuoco e la creazione di corridoi umanitari.
Il quarto documento è quello della Casa delle Libertà che impegna il governo ad assumere iniziative in sede Ue per programmare e realizzare le azioni umanitarie in Iraq. La Cdl, ha reso noto il capogruppo dell'Udc Luca Volontè, sta cercando di mettere a punto una mozione che possa essere condivisa dall'Ulivo, anche se solo in parte. Ma in An c'è un pò di scetticismo, come ha confermato il capogruppo Ignazio La Russa. Anche nella Cdl c'è qualche problema, soprattutto per quanto riguarda l'arrivo in Italia dei profughi iracheni. La Lega è stata chiara: no a qualsiasi deroga alla legge sull'immigrazione Bossi-Fini.
Mentre il vice presidente del consiglio Gianfranco Fini ha annullato una sua visita lampo a Parigi per protesta, secondo il «Figaro», contro l'atteggiamento avuto dalla Francia nel conflitto iracheno, il governo rimprovera all'opposizione di non essere stata capace di dimostrare un senso di responsabilità nemmeno in una situazione come questa.
Solo in Italia, ha denunciato il ministro degli esteri Franco Frattini, non c'è «coesione» sulla guerra in Iraq, al contrario di quanto avviene in Francia, Germania e Gran Bretagna. E chiedere, come fanno le sinistre, che la guerra deve finire subito, ha affermato il ministro, è una «illusione folle» ed una «strumentalizzazione estremamente criticabile».
Soprattutto ora, ha aggiunto, che con la minaccia di Saddam di usare 4 mila kamikaze è dimostrato «il legame forte tra fondamentalismo, estremismo, proseliti del terrore e Saddam».
Sull'Iraq la sinistra si mostra così divisa ed al centro del contrasto è la richiesta che la guerra finisca. La spaccatura riguarda anche i Ds dopo le dichiarazioni di Sergio Cofferati non condivise da Fassino e D'Alema. Quest'ultimo insiste nella polemica con Berlusconi sulla bandiera rossa. È un simbolo di libertà, ha dichiarato, e con queste bandiere si è combattuto contro il nazifascismo. L'unica bandiera che si è battuta contro tutti i totalitarismi, gli ha risposto Elio Vito (Fi), è stata quella americana a stelle e strisce.

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