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Se non è scissione le somiglia molto

Poi aggiunge: «All'interno della sinistra ci sono diverse posizioni. Io, l'obiettivo che la guerra duri a lungo non mi sentirei di augurarlo per le sofferenze della popolazione civile».
Una risposta diretta a Giovanni Berlinguer che, sempre ieri, ribadisce la posizione «aprilina» che tante polemiche ha suscitato già domenica: «Certamente Saddam è un assassino sanguinario, mi auguro che se ne vada al più presto, che sia cacciato via, ma non è possibile in questo momento chiedere che le truppe anglo-americane vincano rapidamente, sarebbe contraddire ciò che si è detto sul fatto che sono aggressori. E io non mi auguro mai che gli aggressori vincano presto».
Posizioni molto diverse su un argomento non da poco, che riguarda il futuro dell'Italia nell'Occidente, e che rafforzano l'idea che, con il consolidamento di Aprile in una organizzazione autonoma, non si sia solo creata una «cerniera» che consenta di collegare Ds e movimentismo, come afferma Cofferati, ma che si siano realmente poste le premesse per la scissione nella Quercia. Di questo è convinto Giuseppe Caldarola, deputato dalemiano. «Aprile — dichiara — è un'associazione formata da dirigenti Ds che affianca i Ds, e la solidarietà fra i dirigenti di Aprile è maggiore rispetto a quella che gli stessi dirigenti hanno nei confronti del partito. Insomma, è un concorrente dei Ds. E se non è una scissione questa, allora è qualcosa che gli assomiglia».
Il coordinatore della segreteria diessina Vannino Chiti getta acqua sul fuoco. «È un'associazione che ha già annunciato che non si vuole trasformare in partito. Non c'è nessuna divisione», afferma. Intanto, sarà un caso, ma la conferenza stampa che ieri avrebbe dovuto presentare la Convenzione programmatica diessina di fine settimana a Milano è stata «trasformata» in un comunicato che verrà diffuso oggi.
Nell'Ulivo i commenti sono tanti. Brevemente, due dei più significativi. Del Turco (presidente dei senatori dello Sdi) definisce quello trascorso un «week end tragico» per la sinistra. E il leader dell'Udeur Mastella: certe divisioni «ci fanno perdere consensi».
Dal centrodestra serie di bordate. Micidiale quella di Gasparri: «Molti di questi esponenti della sinistra sono un po' saddamiti. Io non sono come Giovanni Berlinguer, mi auguro che ci siano pochi morti, la guerra finisca presto e vinca la libertà e ci siano meno Saddam».
D. T.

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