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Scontro sul Tfr nei fondi pensionistici

I sindacati, contrari, si preparano al confronto. Confindustria non vuole aggravi per le imprese

Quanto alla questione del Tfr da conferire nei fondi pensioni per la previdenza complementare, conferma che questo conferimento deve essere «obbligatorio».
Quest'ultimo punto è uno di quelli della riforma che non piacciono affatto ai sindacati, i quali preferiscono che il lavoratori abbiano la possibilità di scegliere. Però il ministro, parlando ieri a Milano, è stato molto chiaro: «Bisogna prevedere il conferimento obbligatorio del tfr se si vuole fare partire la previdenza complementare o integrativa». «Altrimenti l'Italia — ha aggiunto — rimarrà l'unico Paese europeo con un sistema totalmente pubblico e non in grado di reggersi finanziariamente nei prossimi decenni». Maroni ha quindi auspicato che sulle pensioni il confronto possa riprendere anche con la Cgil: «C'è un dialogo molto intenso con tutte le parti sociali. Tutte meno una, ma — ha detto — mi auguro che questo problema possa essere presto superato».
Mentre i sindacati, che si sono fatti precedere da un documento unitario nel quale il «no» principale è quello contro la decontribuzione, anche gli imprenditori fanno sentire la propria voce. Il vicepresidente della Confindustria, Guidalberto Guidi, chiarisce che «partendo da quello che abbiamo già concordato con governo e parti sociali», comunque «non si può prescindere da un principio molto fermo: nessuno tipo di aggravio per le imprese». «Quella sul conferimento del Tfr — spiega — è stata una scelta molto sofferta da parte di Confindustria, perché è ovviamente una parte molto importante dell'autofinanziamento, soprattutto per le piccole e medie imprese». E se abbiamo accettato, sottolinea, è perché «sappiamo bene che la costituzione dei fondi pensione può far sì che anche nel nostro paese decollino quegli strumenti finanziari che in tutto il mondo vengono definiti investitori pazienti».
E il direttore generale di Viale dell'Astronomia Stefano Parisi sottolinea a sua volta che «il conferimento obbligatorio del tfr è legato a misure di compensazione per le imprese», ed è intorno a queste misure che si è costruito «un equilibrio di quella riforma». Rispetto al problema del conferimento obbligatorio del tfr alla previdenza integrativa «il problema della riforma delle pensioni è molto più vasto».
Il confronto governo-parti sociali sulla riforma del sistema pensionistico, previsto in settimana, si inserisce un un quadro che vede la Commissione europea rimettersi in moto proprio su questo fronte. Il «governo» comunitario vuole affrontare il problema del prolungamento della vita lavorativa e vuole definire in che misura le riforme dei sistemi previdenziali possono contribuire a raggiungere quell'obiettivo.
Intanto, un'indagine condotta dall'Istituto per la ricerca e lo sviluppo delle assicurazioni (Irsa) e dall'Eurisko, ha mostrato che la possibile inadeguatezza delle pensioni che prenderanno preoccupa il 63% dei capofamiglia italiani, il 52% dei quali è sicuro che sarà inferiore alle aspettative e non in grado di garantire un buono standard di vita.

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