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Gli avvocati a Ciampi: giustizia inefficiente

Bisogna intervenire sull'efficienza attraverso «un programma di riforme organiche» e «interventi organizzativi» che «non possono prescindere dallo stanziamento delle somme necessarie». È il messaggio consegnato al presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, dai vertici dell'Organismo unitario dell'avvocatura, ricevuti ieri mattina al Quirinale.
Un incontro al termine del quale l'Oua ha espresso «la massima fiducia che il presidente della Repubblica, nell'autorevolezza della sua posizione, possa imprimere una spinta decisiva sulla riforma complessiva della giustizia italiana».
Al capo dello Stato la giunta dell'Oua, guidata dal presidente Silvano Berti, ha sottolineato la necessità di mettere mano al sistema giudiziario con «un programma di riforme organiche che affronti in maniera efficiente la modernizzazione del sistema, piuttosto che con interventi legislativi occasionali ed emergenziali, cosi come invece sta facendo l'esecutivo».
«Servono nuove leggi, ma anche interventi organizzativi che devono coinvolgere tutti gli operatori del settore - ha sottolineato Berti -. Un serio programma organico non può prescindere da una volontà politica del governo e del Parlamento a stanziare per la riforma della giustizia le somme che risultano necessarie per l'attuazione delle riforme e quelle necessarie al regolare e serio svolgimento dell'attività giudiziaria».
L'Oua ha richiamato anche l'attenzione del presidente Ciampi sulle questioni relative alla riforma delle professioni, in particolare a quella forense. Una riforma «indispensabile» ha sostenuto. «Abbiamo regole vecchie che non consentono di selezionare un'avvocatura di qualità che sappia svolgere in modo adeguato la delicata funzione affidatale dalla Costituzione» ha detto il presidente Berti.
A nome di tutta l'avvocatura, inoltre, la giunta dell'Oua ha ricordato al presidente della Repubblica il «disagio» che gli avvocati italiani stanno subendo per la norma che consente al dipendente pubblico part-time di iscriversi agli albi professionali.
Una norma che costituisce «un vero e proprio vulnus che rischia di far saltare il meccanismo dell'incompatibilità per palese disuguaglianza di trattamento tra dipendenti pubblici, dipendenti privati o lavoratori autonomi che si troverebbero in identica situazione».

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