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Il libro: Pizzi e D'Agostino raccontano gli eccessi dei vip

Cafonal, oltre la satira con penna e reflex

Roberto D'Agostino e Umberto Pizzi sono i creatori di una irripetibile miscela di gossip e informazione. I due, uno sociologo e l'altro psicologo, hanno brevettato il fenomeno Dagospia.

Gli ingredienti sono soltanto due: le immagini - le foto scattate da Pizzi - e le parole (poche) con le quali Dago, ovvero D'Agostino, riesce a descrivere scene ed avvenimenti sino ad allora raccontati - o più spesso ignorati - dalla ormai vecchia stampa.

cafonal  

Tutto quello che non si legge e non si vede sui giornali (ed è tanto!), su Dagospia lo trovi. Questo ha reso la penna di D'Agostino e la macchina fotografica di Pizzi tanto desiderate quanto temute. I due infatti trattano i potenti per quello che sono, non nascondendo le loro debolezze. La forza di una foto o di un solo semplice appellativo infatti sta tutta qui: nella capacità di mostrare il re nudo.
C'è da scommettere che a Roma e Milano (e non solo) si formeranno le code davanti le librerie. Esce infatti oggi, per i tipi di Mondadori (30 euro) "Cafonal, gli italiani nel mirino di Dagospia", una vera e propria antologia delle immagini cult che in questi anni sono state tante volte cliccate sul loro sito internet.


Cafonal Il libro si propone già esso stesso come cult. Quattrocentocinquanta pagine in cui non si risparmia nessuno. Non è censurato il premier, mostrato in tante foto che sono costate a Pizzi il saluto del Cavaliere. Non mancano le foto di deputati in compagnie allegre o nei salotti più esclusivi. Chiedere ai coniugi Bertinotti quanto caro hanno pagato quegli scatti! Ovviamente non mancano i manager, i grandi banchieri e neppure gli alti prelati. Per non dire di quella grande ed eterogenea fauna che contorna da sempre i potenti di turno.
In "Cafonal" ci sono tutti, insieme, appassionatamente. D'Agostino e Pizzi sono riusciti ad esaltare e dissacrare i totem del potere. Essere nel loro mirino è un privilegio ed una condanna. La loro voluta arte di combinare sacro e profano li rende un po' Robin Hood (non nel senso del, pur fotografato, ministro Tremonti). Tolgono ai ricchi e restituiscono ai lettori frammenti - istituzionali o privati - di potere.


Cafonal C'è chi festeggerà per essere comparso nell'almanacco dell'anno e chi sarà triste per non essere stato ammesso nell'esclusivo club. Allo stesso modo, ma al contrario, reagirà il partito di quelli che in tutti i modi cercano di evitare l'obiettivo di Pizzi, salvo comunque consultare compulsivamente il libro o il sito di Dagospia. Esserci oppure no fa sicuramente la differenza. Funziona così l'Italia Cafonal di questo fine 2008.
 

Paolo Messa










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