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LA MANIFESTAZIONE

A Ostia la marcia per la legalità: "Non arretriamo di fronte alle mafie"

"Non arretriamo di fronte alle mafie, non arretriamo di fronte alla criminalità, noi ci siamo. Le istituzioni ci sono e sono al fianco dei cittadini, come deve essere". Con queste parole la sindaca di Roma, Virginia Raggi, guida la marcia "per la legalità" che lei stessa ha lanciato dopo l'aggressione di Roberto Spada una troupe Rai davanti alla sua palestra a Ostia. L'uomo è in cella al Regina Coeli di Roma e il gip Anna Maria Fattori ha disposto che dovrà restarci, riconoscendo l'aggravante del metodo mafioso nelle lesioni e nella violenza privata.

Oltre duemila persone hanno sfilato dietro allo striscione "Casa-Lavoro-Dignità. No alla violenza fascista e mafiosa" di Laboratorio Civico X. Formalmente "senza bandiere", come aveva assicurato ieri, la manifestazione ha visto però la partecipazione di istituzioni e rappresentati di partiti, tra i quali il Movimento 5 stelle con Alessandro Di Battista, Roberta Lombardi e Paola Taverna, Mpd e Sinistra italiana con Stefano Fassina. Nel municipio il movimento di Beppe Grillo è al ballottaggio con il centrodestra e la candidata, Giuliana Di Pillo, era al fianco della sindaca. Monica Picca, contendente di Fratelli d'Italia, non ha invece preso parte al corteo considerandolo "evidentemente di parte". La manifestazione ha incassato anche l'adesione della presidente della Commissione parlamentare antimafia, Rosy Bindi. Assenti altre forze politiche che hanno bollato la marcia come "elettorale": "Raggi - commentano gli esponenti dem locali - postando sul blog del Movimento e non sul sito del Comune, ha tinto l'evento di giallo grillino".

"È una passeggiata che fanno non solo i cittadini di Ostia - ha detto Raggi - i cittadini romani. Ma ci sono anche cittadini che vengono da altre città. È una passeggiata per affermare la legalità con forza e in modo pacifico, perché in questo territorio deve ritornare". La sfilata è stata del tutto pacifica, anche se non sono mancate le polemiche ed è volato qualche insulto verso i giornalisti da parte di alcuni manifestanti.

Un secondo corteo è in programma per giovedì 16 novembre organizzato da Fnsi e Libera contro quello che è considerato "non solo un atto violento e squadristico contro i cronisti, ma anche un'aggressione all'articolo 21 della Costituzione e al diritto dei cittadini ad essere informati". Anche in questo caso l'invito è rivolto a "cittadini, associazioni e istituzioni che hanno a cuore i temi della legalità e della libertà di stampa di partecipare". La sindaca Raggi ha già annunciato la sua adesione. Dal Pd ieri è arrivata la richiesta di Stefano Pedica di convincere a partecipare anche Beppe Grillo: "per chiedere scusa a tutti giornalisti per la campagna d'odio portata avanti dal M5s in questi anni perché il lavoro dei cronisti si rispetta tutti i giorni, anche quando la verità che raccontano è scomoda".

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