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PROTESTANO GLI APPASSIONATI

L'auto storica è in rivolta

Scontro sulla tassa di possesso integrale sulle vetture con più di venti anni

L'auto storica è in rivolta

Il popolo degli appassionati d’auto si ribella al ripristino della tassa di possesso integrale sulle vetture ventennali e si mobilita. L’antefatto è molto semplice. Con la legge di stabilità del 2015 (Governo Renzi) è stata abolita l’agevolazione sul bollo prevista dalla legge 342 del 2000. In base a quella normativa, chiunque avesse voluto collezionare un’auto ventennale poteva chiedere all’ ASI (Automotoclub storico italiano), un attestato di storicità, che veniva rilasciato dopo un approfondito controllo delle ottimali condizioni del mezzo. Quell’attestato dava il diritto a una significativa riduzione del bollo auto e del passaggio di proprietà da quota piena a quota ridotta. Nel 2015, tutto cancellato: ripristinati il bollo auto e il passaggio di proprietà a prezzo pieno, sia per quelle già certificate ASI, che per quelle da certificare in futuro, con ulteriore maggiorazione, trattandosi di auto che rientrano nella normativa antinquinamento euro 0 ed euro 1. Da qui nasce la protesta, e l’idea di creare l’ Associazione nazionale «Tutela Patrimonio Motoristico», per mobilitare gli indignati di questa tassa. A fondarla e promuoverla Carlo Negri, ingegnere marchigiano. Infaticabile, è molto attivo sui social con video-denunce, post e una pagina facebook dell’associazione il cui trend di adesioni è molto alto, 63mila in appena 4 mesi. Al Tempo spiega le ragioni dell’iniziativa: «Per gli appassionati, mantenere un’auto ventennale oggi è diventato un costo. Questa tassa ulteriore sta compromettendo un settore che fa parte della storia del nostro Paese. Stanno chiudendo tappezzieri, ricambisti e in molti stanno demolendo o svendendo un’importante fetta del patrimonio motoristico all’estero perché così diventa proibitivo possederla». Negri ne ha per una classe politica «formata da oligarchi che impongono tasse senza valutarne gli effetti devastanti».
L’Associazione ha già organizzato un incontro di “esordio”, lo scorso 8 ottobre a Jesi: «Eravamo in 400, e sono stati nominati i vari coordinatori regionali». Un altro evento è programmato per il prossimo 3 dicembre a Roma allo Sheraton: «Lì porteremo le nostre auto e lanceremo ulteriori iniziative». Negri, però, fuga gli equivoci: «Non siamo persone che si rifiutano di pagare una tassa, sull’auto già gravano imposte quali Iva, Ipt, 70% di accise sui carburanti, pdp ingenti. Occorre impegnarsi, ed essere sempre di più- conclude- per incoraggiare una riflessione seria sulla spesa pubblica».

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