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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

10/03/2010, 05:30
CAMPOBASSO Omicidio MarinalvaIeri ascoltati gli ultimi due testi del processo
Il processo che vede Ignazio Fortini sul banco degli imputati con l'accusa di aver ucciso la brasiliana Marinalva Costa e Silva (il sei marzo del 2008) si avvia alle battute finali. Il 16 marzo sarà il Pm Alfredo Mattei, con la sua requisitoria a cercare di convincere i giudici della colpevolezza del ragazzo di Letino. Una settimana dopo, e cioè il 23 invece toccherà alla difesa. Poi ci sarà la camera di consiglio e l'attesa sentenza. Ieri, intanto, davanti alla corte presieduta da Mario Iapaolo altri due testi. Il primo era un architetto il quale ha esaminato i tabulati per identificare i cellulari (per seguire gli spostamenti di Fortini). Il professionista ha detto che è praticamente impossibile individuare in maniera precisa, in base alle indagini svolte, il luogo dal quale partono le chiamate. Poi a parlare è stato il professor Saliva, docente di medicina legale. «Quello effettuato è stato un sopralluogo carente. Ho potuto vedere solo delle descrizioni sommarie di quelli che sono i fatti. E alcuni dati sono stati acquisiti in maniera troppo approssimativa». Saliva ha poi spezzato una lancia in favore del giovane: «Di Fortini non c'è nessuna traccia. All'epoca pesava quasi 100 kg ed è singolare che non ci sia una goccia di sudore. Se c'è stata una colluttazione si presume che l'aggressore abbia sudato. L'omicidio è stato commesso non in una villa ma in un monolocale e mi sembra strano che del ragazzo non ci sia nessuna traccia».
Cosimo Santimone
10/03/2010