«L'apporto di questa tipologia di lavoratori - spiega infatti il presidente regionale della Coldiretti, Amodio De Angelis - è fondamentale in agricoltura dove i lavori più pesanti, specie delle grandi raccolte, vengono svolti sempre più da operai non italiani. L'iter legislativo che sovrintende al loro ingresso nel nostro Paese, rischia però di allungare i tempi per il loro arrivo in Italia e dunque di compromettere i raccolti». Anche perché, viene spiegato, dopo l'arrivo dei lavoratori vi sono altri adempimenti da compiere che dilateranno ulteriormente i tempi. Come precisa il direttore regionale della Coldiretti, Angelo Milo, «dopo la pubblicazione del decreto occorrerà attendere il nulla osta dello Sportello Unico presso la Prefettura e il rilascio del visto presso i Consolati all'estero, operazioni che richiederanno almeno altri 60 giorni. Troppi per il settore agricolo che deve confrontarsi con i tempi dettati dall'andamento delle stagioni e delle produzioni». Sono molti i «distretti agricoli» dove operano i lavoratori immigrati in tutta la Penisola. Per quanto riguarda il Molise, nel 2009 dei circa 80mila stagionali extracomunitari 500 sono stati assegnati alla nostra regione, dove trovano impiego nella raccolta del pomodoro e degli ortaggi in genere. Da.Lo.
Vai alla homepage
10/03/2010