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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

09/02/2010, 05:20
CAMPOBASSO «É probabile che Lea Garofalo sia andata incontro a un tragico destino.
Noi continueremo a cercarla e ad assumere tutte le informazioni necessarie ma in questi casi si pensa anche al peggio». Non usa mezzi termini il procuratore capo del Tribunale di Campobasso, il dott. Armando D'Alterio, riguardo alla vicenda che ha catapultato in questi giorni il capoluogo molisano alla ribalta delle cronache nazionali. Lea Garofalo, ex collaboratore di giustizia di cui si sono perse completamente le tracce a Milano lo scorso 26 novembre potrebbe essere stata uccisa. La vicenda della 37enne è stata ricostruita ieri durante una conferenza stampa presso la caserma dei Carabinieri (presenti anche il Colonnello Lombardi, il Capitano Campione e il Tenente Ferrucci). «La sua collaborazione era iniziata nell'estate del 2002 - ha aggiunto D'Alterio - e per questo le era stato assegnato un programma provvisorio di protezione. La donna era a conoscenza di fatti e circostanze precise legate a episodi di cronaca che riguardavano le cosche della 'ndrangheta di Petilia Policastro (Crotone). Programma di protezione interrotto nel 2006 perchè abbandonò la località protetta».
La Garofalo, intanto fa delle dichiarazioni riguardanti l'uccisione del fratello, morto carbonizzato nel 2005 e un omicidio compiuto a Milano nel 1995. La donna chiede il reintegro nel programma di protezione. Dopo un suo ricorso al Tar, respinto, il Consiglio di Stato dispone il reintegro al quale però rinuncia. Va via da Campobasso e torna a Petilia Policastro. Nell'aprile del 2009 torna a Campobasso e riprende nuovamente i contatti con il suo ex, Carlo Cosco. Il 30 aprile, dopo l'ennesima lite, caccia il suo ex di casa. É l'episodio che scatena la sete di vendetta di Cosco. Quest'ultimo viene a sapere che la Garofalo deve riparare una lavatrice e così manda a casa sua un falso idraulico, Massimo Sabatino. Il salernitano entra in casa ma tentenna, e così la donna si accorge che c'è qualcosa che non va. Sabatino, vistosi scoperto, entra in azione e prova a soffocare la donna, ma la sua strenua difesa e l'intervento della figlia Denise mandano all'aria il progetto.
Su questo episodio ci sono riscontri oggettivi: le impronte digitali di Sabatino sulla lavatrice e in alcune zone dell'appartamento. Gli inquirenti trovano le tracce dei collegamenti tra i due cosi il Gip Teresina Pepe emette due ordinanze di custodia cautelare nei confronti dei due uomini accusati del tentativo di sequestro dell'ex collaboratore di giustizia, ed eseguiti la scorsa settimana. Carlo Cosco viene rintracciato a Petilia Policastro, mentre Massimo Sabatino si trova detenuto a Milano perché detenuto per altra causa. Ieri c'è stato l'interrogatorio dei due. E l'avvocato di Cosco pare che abbia già inoltrrato istanza di libertà al Tribunale del Riesame. Gli inquirenti, nel ftrattempo,continuano a lavorare per cercare di trovare collegamenti tra i due arrestati e la scomparsa della donna.
Cosimo Santimone
09/02/2010