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Notizie - Molise

Associazioni di categoria e sindacati contro la liberalizzazione totale del settore

Commercio
la controproposta

CAMPOBASSO I timori delle piccole attività, che fanno i conti con la crisi

commercio Riforma del commercio, le associazioni di categoria ribadiscono il loro no alla totale liberalizzazione del settore e chiedono alla Regione di prevedere 20 e non 52 aperture settimanali, uguali in tutto il Molise, ma con eventuale «calendarizzazione» locale su tre macroaree: Campobasso, Isernia e Termoli. Una proposta che sindacati e associazioni hanno esposto nell'incontro che si è svolto in Consiglio regionale, promosso dai gruppi di centrosinistra, in vista della ripresa del dibattito in Commissione, per cercare correttivi condivisi al testo di legge presentato in prima battuta e avversato dai commercianti, preoccupati per gli effetti della liberalizzazione sulle piccole attività.

«Oggi più che mai il commercio ha bisogno di regole - ha dichiarato la presidente di «Commercio attivo» Giulia D'Ambrosio - specialmente in una piccola regione come la nostra, crocevia tra zone già abbondantemente invase da mega-strutture commerciali, capaci di offrire tanto di più di quello che realmente alla popolazione necessita». Oltre alle venti aperture domenicali chiesta anche l'istituzione di un Osservatorio economico regionale, «strumento importante e valido per il monitoraggio del comparto», con l'obiettivo di analizzare le esigenze del territorio e delle categorie interessate.

Proposta inoltre la creazione di Distretti urbani integrati, per lo sviluppo armonico del commercio cittadino e per poter attivare dinamiche economiche, sociali e culturali di grande portata, piuttosto che i centri commerciali «naturali», esperimento che in molti casi si sono rivelati fallimentari. Immancabile il riferimento al problema del credito, con la richiesta di un fondo rotativo specifico con interessi agevolati, a sostegno delle piccole realtà commerciali regionali.

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Carmen Sepede

22/11/2009

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