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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

Notizie - Molise

Omicidio Marinalva

Si scava nella vita privata dell'imputato

CAMPOBASSO Continuano a sfilare in testi in Assise

«Non ho mai avuto nulla a che fare con la brasiliana. Il mio nome l'ha tirato in ballo Ignazio Fortini. Prima eravamo legati ma da quando è accaduta la vicenda i rapporti non sono più gli stessi. Marinalva? Ripeto, l'ho vista solo sulle foto quando sono andato dai Carabinieri per essere interrogato». Queste le prime dichiarazioni in aula di Guglielmo Di Stavolo, indagato inizialmente per favoreggiamento nella vicenda che ha portato in Assise Ignazio Fortini, accusato di aver ucciso ad Isernia, in Vico Belvedere, la brasiliana Marinalva Costa e Silva. Un'accusa, quella rivolta nei confronti di Di Stavolo per la quale è già stata proposta la richiesta di archiviazione dallo stesso Pm Mattei. In sostanza il ragazzo non ha nulla a che fare con la triste vicenda.

«Il numero di telefono della brasiliana? L'ho dato io a Ignazio - ha continuato Di Stavolo nella sua lunga testimonianza - Eravamo in auto e parlavamo di donne. Ad un certo punto, io, per fare il gradasso, ho dato ad Ignazio il numero di cellulare. L'avevo avuto da un'amico, ma non ricordo quando ed in che occasione. E - ha aggiunto Di Stavolo - voglio specificare che non sono mai andato con Fortini in un locale per scambio di coppie». Un'udienza, quella di ieri, incentrata molto sui rapporti intercorsi tra Di Stavolo e Fortini immediatamente dopo la morte della brasiliana. Davanti ai giudici infatti sono state sentite anche le sorelle ed i cognati dell'uomo che hanno confermato che «Guglielmo con la vicenda non c'entra nulla.

É stato tirato in ballo, e non sappiamo il perchè, da Ignazio». Per la cronaca, è stato sentito anche un cugino di Fortini che lavorava con l'imputato in una ditta: «Il giorno dell'arresto, quando arrivarono i carabinieri - ha detto il cugino - Ignazio mi guardò e mimò con le braccia il gesto delle manette». Il processo è stato poi aggiornato al 27 novembre quando saranno sentiti cinque testi e verrà nominato un perito per le trascrizioni.

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Cosimo Santimone

18/11/2009

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