L'ufficialità è arrivata ieri. Stanislao Chimenti, Roberto Spada e Andrea Ciccoli hanno deciso di affidare l'incarico a due legali: il milanese Giuseppe Iannacone e il molisano Arturo Messere. «Rappresenteremo la parte offesa - ha spiegato Messere - e ci costituiremo parte civile nei confronti di coloro che saranno rinviati a giudizio». L'inchiesta della procura pentra che ha portato all'arresto di Perna per evasione fiscale e bancarotta (poi annullato dal Riesame), partì due anni fa proprio dalle segnalazioni da parte dei commissari. Intanto nei giorni scorsi con l'avviso di conclusione indagini, sono saliti a ventotto gli indagati . Per gli inquirenti il danno patrimoniale ammonta a sessantuni milioni di euro. Una vicenda parecchio complicata, in cui non mancano i colpi di scena. Risale al 9 gennaio scorso l'arresto del fondatore dell'Ittierre Tonino Perna, 64 anni. Il 26 dello stesso mese la decisione del tribunale del Riesame di annullare la misura cautelare e, successivamente, anche il sequestro dei beni immobili dell'imprenditore. Qualche settimana dopo decisione analoga sulla misura interdittiva scattata nei confronti dei consulenti di Perna, Feig, Di Pasquale e Negro. Da qui la decsione della Procura di presentare il ricorso in Cassazione «Attendiamo serenamente la decisione della Suprema Corte – ha detto il procuratore Paolo Albano – ribadendo la fondatezza dell'impianto accusatorio. Abbiamo chiesto l'annullamento del provvedimento del Riesame sia per esigenze cautelari e sia per le due gravi condotte distrattive prese in considerazione dal Riesame». Naturalmente di tutt'altro avviso il legale di Perna Marco Franco, che ribadisce «di non condividere affatto le ragioni di merito a sostegno dell'affermazione di fondatezza dell'impianto accusatorio –. Tuttavia - ha aggiunto - non possiamo non rilevare l'atteggiamento pacato ed i toni moderati questa volta utilizzati dal magistrato isernino, atteggiamento e toni ai quali ci sentiamo di aderire nella speranza che questo procedimento, da ora in poi, venga trattato nell'unica sede competente, quella giudiziaria, innanzi alla quale, siamo certi, verrà riconosciuto il fatto che Perna non è soltanto un uomo corretto, così come affermato dal Procuratore con riferimento alla vicenda, ma è sempre stato oltremodo un imprenditore sano ed onesto, che mai si è reso protagonista di condotte distrattive o dissipative nella gestione delle sue società ».
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22/02/2012