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19/02/2012, 05:30

Notizie - Molise

Costi della politica

Vitagliano: «Sì ai tagli per poter crescere»

Rating in retromarcia, da A2 sesta posizione nella classificazione dello stato di salute finanziario regionale a BAA2, per il Molise al momento non c'è alcun contraccolpo.

Perché la Regione non avendo previsto la necessità di emettere ulteriori obbligazioni continua il cammino sulle politiche della sua Finanziaria e del proprio bilancio:«È un declassamento causato da quello del rating sovrano - ha spiegato l'assessore regionale al Bilancio e alla programmazione Gianfranco Vitagliano - che non tocca minimamente il nostro percorso economico e quindi le nostre politiche di investimento di spesa e quanto abbiamo messo in cantiere nelle Finanziarie per i prossimi anni. L'allineamento del rating è rimasto sostanzialmente identico alle posizioni precedenti e il suo scalinamento non ha alcuna incidenza sull'operatività finanziaria regionale e sull'affidabilità della regione nel medio lungo periodo. Gli spazi operativi a cominciare dalla capacità di indebitamento sono rimasti immutati, lo stesso per quanto riguarda la capacità di investimento e fiscale. Ovviamente le condizioni di contesto, anche queste non cambiate, impongono di continuare sulla politica del rigore alla ricerca della possibilità e delle opportunità della crescita. In sostanza le limitazioni alla politica regionale non derivano dal cambiamento del rating ma dall'obbligo generale di moralizzazione e contenimento della spesa. Vorrei ricordare che l'agenzia Moody's ha modificato il rating di 83 enti locali europei, dei quali ben 11 Regioni e Province a statuto speciale italiane, le quali hanno subito un declassamento di una posizione nella scala di giudizio dell'agenzia: Molise, Lombardia, Veneto, Marche, Toscana, Umbria, Sicilia, Basilicata, Liguria, Trento e Bolzano. Giova, inoltre, ricordare che meno di un mese fa, il 19 gennaio 2012, Moody's aveva confermato il precedente rating della Regione Molise». Che, però, se letto nella sua giusta sostanza ora è medio basso a rischio futuro. Lo stato finanziario locale non nasce da particolarità contingenti e quindi la Regione mantiene il suo stato di cassa di indebitamento con ancora alcuni margini su quest'ultimo se dovesse decidere di fare prestiti e mutui, mentre il debito pubblico regionale è pari a 339 milioni di euro, disavanzo partito alcuni anni fa da 434 milioni di euro. Le emissioni obbligazionari accese in tre tranche, fatte in parte per investimenti per cofinanziare i Por 2000-2006, per rinegoziare i mutui già esistenti e per investimenti infrastrutturali, sono pari a 266 milioni di euro mentre i mutui ammontano a circa 300 milioni di euro. Sostanzialmente, infine, il declassamento del rating Molise non comporta a quest'ultima alcuna ricaduta rovinosa e quindi conseguenza sul debito che la Regione continua a pagare attraverso le sue solite rate. Sulle obbligazioni ovviamente con la situazione finanziaria generale e locale e con un rating così, qualora servissero, ci potrebbe essere indubbiamente una considerazione e quindi un'appetibilità diversa con risultanze contabili di difficile contrazione e integrazione in un quadro finanziario di previsione e di Bilancio. Al.Cia.

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19/02/2012










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