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10/02/2012, 05:30

Notizie - Molise

Inchiesta Alta Moda Feig, Di Pasquale e Nigro annunciano battaglia:«Danneggiati da un provvedimento ingiusto»

Il Riesame «riabilita» i consulenti di Perna
Annullata l'interdizione all'esercizio della professione disposta dalla Procura di Isernia

Deborah Di Vincenzo
ISERNIANuovo colpo di scena nell'inchiesta Alta Moda, sul presunto crac dell'It Holding che.

I giudici del Riesame di Campobasso hanno annullato la misura interdittiva firmata dal gip del tribunale di Isernia che vietava ai consulenti di Tonino Perna e componenti del consiglio di amministrazione Simone Feig, Antonio Di Pasquale e Maurizio Negro di svolgere l'attività professionale per due mesi. La sentenza è arrivata ieri mattina e per i legali dei professionisti annunciano battaglia. «Alla fine la giustizia ha fatto il suo corso». I nostri assistiti – hanno detto – hanno potuto chiarire l'insussistenza dei fatti contestati e qualsivoglia pretesa personale responsabilità. Sono stati ingiustamente danneggiati da un provvedimento azzardato e frettoloso, privo di ogni fondamento ed amplificato da dichiarazioni inopportune agli organi di stampa». Insomma il Riesame conferma la linea adottata già qualche settimana fa, quando annullò l'arresto dell'ex patron dell'It Holding Tonino Perna. Tra le motivazioni alla base del provvedimento ci sono accuse che poggiano su «basi debolissime» e su «assunti errati», metodi «sbagliati», intercettazioni che «non dimostrano alcunché», insegnamento della Cassazione che viene «disatteso». L'imprenditore isernino er a finito in carcere con l'accusa di bancarotta fraudolenta per aver causato un danno patrimoniale, è la tesi della procura, di oltre 61 milioni di euro. Ma i giudici del Riesame hanno contestato senza mezzi termini il lavoro di procura e gip di Isernia e spiegano, in 14 pagine, i motivi alla base della loro decisione. «La misura cautelare -si legge infatti nelle motivazioni depositate dai giudici Scarlato, Rinaldi e Pepe - va annullata perché il giudice per le indagini preliminari non ha motivato la persistenza delle esigenze cautelari nonostante il tempo trascorso dai fatti contestati, disattendendo l'insegnamento costante della Suprema Corte». I giudici in realtà sono andati oltre. «L'ordinanza ha recepito, in una materia così complessa, le risultanze di una consulenza di parte che, a sua volta, appare evasiva ed incerta soprattutto nella ricerca della documentazione». Ma sotto la lente del Riesame sono finiti anche altri passaggi: il primo è la cessione della Icg alla Ittierre Holding per 55 miliardi di lire, un valore questo che secondo l'accusa sarebbe stato irrisorio. «Ciò era desumibile - è la tesi della procura - da una mancata valutazione preventiva che accertasse la congruità del valore dell'acquisto, sussistendo solo una perizia successiva alla cessione, perizia caratterizzata da gravi carenze metodologiche». Una ricostruzione che però i giudici di Campobasso hanno bocciato. «Questa accusa -sostengono - secondo la quale per un'operazione del gennaio 1997 sia stata effettuata una perizia solo nel maggio successivo, è falsa. Esisteva infatti una perizia precedente al gennaio 1997, ma nonostante questo veniva accettata integralmente dal gip nella sua ordinanza. La procura di Isernia avrebbe dovuto cercare questa perizia anziché affermare che era successiva e contrastarla nel merito». Infine è stata contestata anche la motivazione alla base della decisione di disporre l'arresto in carcere per un incensurato. Insomma una vicenda ancora tutta da definire. E gli indagati sono decisi ad andare fino in fondo.

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10/02/2012










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