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    Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

27/01/2012, 05:30

Notizie - Molise

Carmen Sepede Un ricorso alla Corte costituzionale per vizio procedurale, e la convocazione di sedute di Consiglio «aperte» in tutta Italia, il 31 gennaio.

Due iniziative parallele per dire no all'abolizione o al forte ridimensionamento delle Province, come voluto dal Governo Monti per ridurre la spesa pubblica.

«È sbagliato dire che le Province sono solo un costo per l'Italia – ha spiegato il presidente dell'Uprom Salvatore Colagiovanni – si tratta di enti intermedi che svolgono funzioni importantissime, che hanno bilanci in attivo, che liquidano imprese e fornitori con puntualità. Abbiamo calcolato che ogni cittadino paga in media alla Provincia 175 euro l'anno, per averne in cambio servizi per 182 euro». Per il presidente dell'Uprom è legittimo parlare di rimodulazione o di riduzione dei seggi. Un'abolizione tout-court sarebbe invece dannosa, per i compiti che queste istituzioni svolgono e per il futuro dei dipendenti, 56.000 in totale, che andrebbero ricollocati. Da qui l'assemblea di martedì. Nel documento anche le proposte di razionalizzare le Province, eliminare gli enti strumentali e istituire le città metropolitane. Chiesta altresì una norma transitoria, per evitare il commissariamento delle amministrazioni che andranno al voto nella primavera 2012, fino all'approvazione della proposta di riforma costituzionale, ferma a Montecitorio.

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27/01/2012










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