La protesta degli autostrasportatori continua imperterrita. Dopo un giorno ed una notte passati al freddo, i camionisti non demordono e proseguono ad oltranza il presidio davanti l'ingresso dell'autostrada. Nella serata di ieri i «bisonti»fermati dai manifestanti erano oltre cento ed il numero è destinato ad aumentare nelle prossime ore. I camionisti chiedono una serie di agevolazioni riconducibili ai costi del gasolio divenuto proibitivo tanto da risicare ulteriormente i guadagni della categoria, ormai ridotti all'osso. «Così non si può andare avanti – hanno dichiarato alcuni autotrasportatori fermi in zona –, non riusciamo più a vivere. Se siamo arrivati a questo punto è perchè siamo esasperati, non ce la facciamo più». La protesta entra nel vivo e, naturalmente, i disagi cominciano a farsi sentire. A soffrire di più sono gli automobilisti che, nell'arco di poche ore, ieri, hanno letteralmente «prosciugato» i benzinai in tutta la regione. A Termoli solo uno, il Q8 è rimasto aperto nella serata, mentre tutti gli altri sono stati costretti a chiudere i battenti per aver terminato il carburante. Sono stati presi d'assalto da migliaia di utenti tra residenti ed utenti di passaggio. Il blocco dei tir ed il mancato rifornimento delle aree di servizio si sta facendo «sentire», dunque, in maniera forte. Stessa situazione in Alto Molise dove in tanti hanno atteso per ore in fila indiana per poter riuscire a fare un pieno. I primi sono stati fortunati mentre agli altri non è restato altro da fare che tornare a casa, anche dopo ore di attesa. Così come a Termoli anche ad Isernia città e Venafro i benzinai hanno terminato il carburante. La paralisi, secondo testimonianze raccolte, è destinata a proseguire fino a venerdì prossimo. In molti rischiano di restare a piedi per la chiusura della maggior parte delle pompe di benzina della regione. Ma c'è anche chi non condivide questa scelta. La Cna-Fita, infatti, si dissocia dalla protesta in atto ed invita le forze dell'ordine al massimo controllo possibile per evitare incidenti. «Ci dissociamo da proclamazioni di fermo inconsistenti che mirano unicamente a strumentalizzare una disperazione latente per altri scopi – hanno dichiarato dall'associazione – per questo invitiamo gli autotrasportatori a non aderire e soprattutto invitiamo le altre associazioni a prendere le distanze in maniera chiara". Dunque è un momento di confuzione non da poco in zona. Dal canto loro sono sempre di più i camionisti che, contrariamente all'intervento della Cna-Fita, continuano ad aderire alla protesta iniziata in Sicilia ed allargatasi nell'arco di qualche giorno a tutta Italia. Oltre al Casello di Termoli, è bloccato quello di Vasto-sud-Montenero di Bisaccia in Molise, di Ortona in Abruzzo ed altri in Puglia. Il costo proibitivo del carburante ha scatenato l'ira della categoria in tutta Italia. Fino a questo momento il presidio di Termoli è destinato a continuare giorno e notte ininterrottamente.
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24/01/2012