Aldo Ciaramella La riforma universitaria approvata ieri l'altro alla Camera dei deputati è esplosa come una «bomba» anche in Molise. Nell'Ateneo locale forte è stato il suo impatto attraverso una protesta che sebbene da circa una settimana appaia contenuta garbata e senza estremismi e integralismi di pensiero e di annunci catastrofici, ha registrato prese di posizioni molto ferme. Intanto la contestazione che ha visto anche l'occupazione di due giorni fa del Rettorato, continua. Ieri un'assemblea protrattasi fino a tarda sera avrebbe dovuto decidere sulla continuazione della protesta, se bloccare le lezioni e possibilmente anche gli esami o tenere un'occupazione simbolica programmando nuovi presidi presso il Rettorato e alcune facoltà . Naturalmente si guarda a quanto avverrà in futuro in particolare se la riforma dovesse passare così com'è anche in Senato e soprattutto si analizza la sua ricaduta localistica in Molise su un Ateneo che tra mille sforzi è riuscito a tenere parametri didattici e di servizi alquanti elevati rispetto alla media nazionale. Francesco Di Lucia della facoltà di Agraria rappresentante degli studenti del Cda di Unimol sottolinea: «La riforma Gelmini vuole deliberatamente smantellare un sistema già carente di per sé a vantaggio di un indirizzo più privatistico. Naturalmente al di là di quanto è stato detto in questi giorni, di tutto e di più, affermiamo che nelle piccole Università come il Molise con minori entrate di finanziamenti per il diritto allo studio sarà sempre più difficile per chi non può portare a termine gli studi universitari. Dei 6 milioni di euro promessici dagli enti locali per le borse di studio ne abbiamo avuto solo 1,5 milioni di euro e per questo sono rimasti fuori dal sostegno universitario dei 900 aventi diritto, circa 435». Tra i ricercatori una sessantina nell'Università del Molise si profilano tempi ancora più duri, da quanto loro stessi dichiarano «La nostra – afferma Ivo Germano, ricercatore di Economia – non è una rivendicazione corporativa ma una protesta di dignità , del nostro ruolo. Senza la certezza del nostro futuro e delle risorse per la ricerca le piccole Università faranno molta fatica a camminare».
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02/12/2010