Chi, in passato, sia stato a Londra sa che i tassisti, per sollecitare la mancetta da aggiungere alla tariffa, chiamavano i propri clienti governor; un po' come i Napoletani che appellano «ingegneri» i geometri. Oggi che non danno loro neppure più del sir, scomparsi in Gran Bretagna, i Governatori sono ricomparsi in Italia sotto forma di Presidenti di Regione (talvolta modeste). Questo soprattutto grazie a chi non conosce l'uso del dizionario dei sinonimi e dei contrari e fa abuso di determinati appellativi, senza rendersi conto del reale significato. Per dirla in soldoni, Michele Iorio è il Presidente della Giunta regionale e non il Governatore della Regione Molise. Quest'ultima figura non è prevista dal testo unico degli enti locali; cosicché possono essere Governatori soltanto quelli che gestiscono i poteri esecutivi in ciascuno degli Stati uniti d'America. L'abuso di questo termine va rivelandosi sempre più patetico, seppure possa rendersi piacevole alle orecchie dei diretti interessati, ove fossero un tantino presuntuosi. Dunque, a parte la promozione sul campo, che pare voglia concedersi d'ufficio al Presidente della ventesima micro-regione, i veri Governatori sono soltanto quelli del Texas o della California il cui appeal è tale da permettere di diventare persino Presidenti degli USA. Di contro, in Italia, dove presiedi l'Esecutivo della Valle d'Aosta, della Basilicata o del Molise (realtà dove sono più i grattacapi che ti assillano ogni giorno che altro), pare veramente troppo essere parificati al Governatore dell'Ohio o a quello di Nuova York. In effetti, il paragone non regge e la «promozione», frutto di ignoranza dei diversi sistemi istituzionali, riuscirebbe fuori da ogni regola. Le Regioni italiane tutto sono tranne che veri e propri Stati. Esse configurano entità burocratiche, con limiti territoriali originatisi dalla comune cartografia in circolazione. Ciò vuole dire che non fondano né su situazioni economiche né su realtà culturali precise. Per esempio, riferendosi al Molise, cosa ha a che fare una comunità come Venafro con una città come Termoli? Le Regioni sono enti locali sovraordinati, incardinati in uno Stato centralizzato che tale rimarrà pure quando sarà entrato a regime il federalismo. Ne risulta che sul territorio molisano veglieranno pur sempre un Prefetto ed un Questore che, in quanto organi periferici dello Stato, riceveranno disposizioni dal Governo di Roma e non certamente da Michele Iorio che (sarà bene rilevarlo) non dispone neppure della Polizia municipale, struttura che resterà pur sempre l'organo primario di vigilanza dei Sindaci dei Comuni.
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02/12/2010