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02/09/2010, 05:30

Notizie - Molise

Nessuna decisione
Si attendeva il vento, è arrivata la bonaccia

CAMPOBASSO L'udienza davanti al Tar slitta al 3 novembre. Si cerca l'intesa

 I tempi per trovare una «saggia soluzione» che contemperi le esigenze di sviluppo e quelle di tutela del territorio molisano si allungano e dunque ci sarà modo, per tutte le parti coinvolte nella questione «eolico», per mettersi a discutere con tranquillità - o meglio con la maggiore tranquilllità possibile in questo caso - attorno ad un tavolo. Il Tar Molise ha infatti rinviato al 3 novembre l'udienza nella quale doveva essere discussa la sospensiva su quattro procedimenti, tra i quali quelli inerenti l'installazione delle torri a Monteverde di Vinchiaturo e nella Valle del Tammaro. La decisione è stata motivata con la necessità di consentire la discussione in un'unica udienza di tutte le istanze riguardanti l'eolico ai fini di garantire l'economicità dei giudizi. Due mesi potrebbero bastare per «rivedere» i termini della legge regionale 22 del 2009, considerata anche la totale apertura dell'assessore all'Ambiente Salvatore Muccilli sul punto. Apertura confermata dal Consigliere regionale del Pd Michele Petraroia, al fianco dei comitati nella battaglia che sta tenendo banco in tutto il territorio. «Muccilli ci ha assicurato che nel corso dei lavori di settembre in Regione potremo riparlare della questione», dice Petraroia che non fa riferimento a generici incontri, ma ad un vero e proprio tavolo istituzionale, al quale la Giunta si è dichiarata disponibile, per studiare norme più rigorose. «Anche perché - chiosa il Consigliere - bisogna dire basta ad una sterile contrapposizione tra pro e contro eolico. Nessuno può essere contrario alle energie alternative e rinnovabili, ma bisogna stabilire in che termini queste siano compatibili con l'ambiente ed il territorio». Sgombrato dunque il campo dagli «equivoci», la questione viene spostata sulle concrete possibilità. Quelle cioè di lavorare di comune accordo, tra associazioni e istituzioni, per inserire correttivi alla bozza sulle linee guida nazionali predisposta nell'ambito della conferenza Stato-Regioni. La concretezza di tale ipotesi, come si diceva, è stata confermata. Ma associazioni e comitati chiedono un ulteriore passo alla Regione. Un passo che consiste nella difesa dei siti archeologici tramite la costituzione in giudizio dell'ente stesso. Questa presa di posizione consentirebbe, nell'attesa di arrivare a risultati utili sul fronte del tavolo istituzionale, di impedire che nel frattempo alcune aree possano essere invase dalle pale in virtù di altre decisioni dei giudici che al momento restano ancora in sospeso. A «resistere» in giudizio per tutelare i siti archeologici c'è infatti attualmente solo il Ministero per i Beni culturali. «Un segno forte la Regione lo darebbe esponendosi in prima fila», dice in sintesi la rete dei comitati creatasi proprio per vigilare sulla situazione. Insomma, ora che i tempi si sono dilatati di altri due mesi circa, il dialogo potrebbe essere favorito. Purché ci sia la volontà di tutti di abbandonare posizioni di pregiudizio per aprire nuove prospettive che trovino un'ampia e matura condivisione.

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Daniela Lombardi

02/09/2010

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