Non è vero che l'azione penale sulle gare non sia stata svolta, ma è vero, al contrario, che gli atti sono stati oggetto di attenta valutazione dalla magistratura inquirente che ha svolto le proprie indagini, anche a mezzo di appositi periti, senza nulla tralasciare. Le conclusioni dei giudici sull'operato della commissione di gara non lasciano alcuno spazio alle illazioni che in questi giorni alcuni organi d'informazione pubblicano. Le risultanze del procedimento penale archiviato per insussistenza di reati, si possono riassumere nella frase del decreto di archiviazione che riporto integralmente: «La gara è stata aggiudicata all'impresa che aveva presentato un'offerta tecnica non solo superiore, ma di gran lunga superiore a quella delle altre ditte partecipanti». Ed ancora: «Se il direttore generale avesse voluto predeterminare il risultato della gara, ben avrebbe potuto individuare professionalità esterne perseguendo comunque l'obiettivo di orientarne, in un certo modo, le scelte». Ed infine: «Il ricorso a tali professionalità esterne avrebbe comportato maggiori oneri per l'ente appaltante». Cadono dunque le accuse gratuite di sperpero di denaro pubblico e di maggiori costi delle opere, accuse che fanno sempre presa sull'opinione pubblica e gratificano gli autori a nulla rilevando gli effetti devastanti che si producono sui destinatari. Quanto a ciò che Ciocca, uno dei passati amministratori della Molise Acque, «sembra di ricordare» su altre testate va solo precisato che lo scrivente ha condotto le gare in assoluta trasparenza a partire dai progetti e dai piani di esproprio che, in parte, sono stati eseguiti proprio da uno studio tecnico di Riccia, suo comune di residenza. Quanto al contenzioso con l'impresa Baldassini-Tognozzi-Pontello (BTP), non aggiudicataria della gara come sostiene «Il Tempo» regionale, non si comprende la finalità della grave accusa rivoltami nel presupposto che, invece, essa fosse l'aggiudicataria, perciò ho dato mandato al legale di sporgere querela: l'accusa di manovre oscure di livello nazionale per aver assegnato una gara ad un'impresa che non è assegnataria mancava nel carnet del ballo delle accuse nei miei confronti! Quanto alla sentenza del Consiglio di Stato che riconosce un rimborso alla suddetta BTP, è necessario ricordare che è stata prodotta una denunzia all'autorità giudiziaria sulle modalità di partecipazione alla gara e su alcuni aspetti emersi dagli atti di gara. Pertanto la strada del contenzioso è ancora da percorrere e comunque le somme e le percentuali divulgate da altra testata per aumentare la cassa di risonanza non sono veritiere e non sono state quantificate. Quanto alla notizia de «Il Tempo» secondo cui l'avv. Sabatini sarebbe subentrato all'ing. Pasquale è da precisare che il primo è subentrato al precedente presidente ing. Malerba mentre chi scrive è semplicemente andato in pensione. Quanto alla mia retribuzione devo precisare che ho percepito e percepisco soltanto quello che prevedono la legge, i contratti nazionali di lavoro ed il contratto individuale così come tutti gli altri direttori generali degli enti locali. Su questo aspetto presentato scandalisticamente da altra testata, ho dato mandato al legale di sporgere querela. Non sono a conoscenza di casi in cui un dipendente abbia rinunziato al suo stipendio ed suo trattamento economico complessivo. Circa alcuni aspetti del mio contratto di lavoro sono stato denunziato in passato presso la Corte dei conti dai due consiglieri di amministrazione della Molise Acque e della sentenza completamente positiva per me nessuno ha riportato mezza frase e nessuno sembra essere a conoscenza nonostante sia depositata presso l'Azienda. È interessante, invece, rendere pubblico un aspetto perverso di questo fuoco di fila che, nel corso degli anni 2000, si è tenuto nei miei confronti non per colpire la modestia della mia persona, ma per i grandi appetiti che l'acqua suscita in tutto il mondo e, quindi, anche in Molise: Le denunzie infondate di tre dipendenti dell'azienda nel 2004 sono costate all'azienda stessa ingenti spese legali che la stessa non ha inteso recuperare a carico dei denunziatori di accuse false e infondate, smantellate dall'autorità giudiziaria; La denunzia alla Corte dei conti costerà anch'essa una somma non trascurabile; Parimenti l'indagine penale sulla commissione di gara composta da cinque membri costerà non poco all'amministrazione; Ed infine altri numerosi procedimenti posti in essere da questo nuovo modo di fare politica o carriera interna o fare ricatto per conseguire qualche vantaggio economico personale, avranno costi notevoli; Il costo finale delle varie azioni infondate nei miei riguardi ed in quelli degli altri dipendenti coinvolti sarà attorno ai 100.000,00 che l'Azienda avrebbe potuto più proficuamente impiegare. Matteo Pasquale
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02/09/2010