Le preoccupazioni dei sindacati e di Assindustria sono comprensibili perché sono le nostre. Ma proprio con loro abbiamo firmato un patto di azioni comuni che sono convinto ci aiuterà ad accelerare l'uscita definitiva dalla congiuntura negativa e il ritorno ad una crescita sostenibile. Il debito provocato dalla spesa sanitaria è un'altra forte preoccupazione. Può spiegare in sintesi e semplicemente la situazione ai cittadini? Forse più di me lo possono spiegare i numeri e i tecnici che quotidianamente, e con metodo scientifico, li elaborano interpretandoli non con gli occhi della politica. Sempre l'indagine di qualche giorno fa de «Il Sole 24Ore» ha verificato la qualità della sanità negli ultimi 10 anni in tutte le regioni italiane. Il Molise è la regione che ha visto il miglioramento più sostanziale di tutta Italia nell'ultimo decennio superando con un +12,5 tutta le regioni tradizionalmente blasonate e virtuose. Persistono certamente ancora alcune problematiche, ma abbiamo una sanità di qualità . Il Molise non ha mai potuto contare su trasferimenti da parte dello Stato centrale confacenti alle proprie peculiarità demografiche e territoriali. Questo ha fatto ingenerare dei splafonamenti che comunque stiamo riassorbendo con un Piano apposito che stiamo discutendo con il Governo centrale. Ci sono certamente sacche di cosiddetti «sprechi». Le stiamo cancellando, ma nel complesso abbiamo un sistema sanitario buono che per altro stiamo ancor più rinnovando ed adeguando ai nuovi standard di qualità dettati dalla cultura scientifica nazionale ed europea. Non rinunciamo però a chiedere allo Stato centrale le risorse che occorrono al nostro sistema per reggersi. Come pure non ci tiriamo indietro rispetto alla necessità di realizzare progetti di revisione e ristrutturazione finanziaria e strutturale dell'intero sistema sanitario regionale. Poi in sanità va detto che alcune volte accade come nel calcio: il lunedì tutti i tifosi sono arbitri e allenatori, quando si parla di piano sanitario tutti sono esperti e tutti hanno la bacchetta magica. Ma noi non ci lasciamo distrarre e andiamo avanti nella nostra strada con l'unico obiettivo di soddisfare i pazienti di questa regione. Secondo noi, si andrà al voto anticipato in Molise se cade il governo nazionale così lei potrà tirare la volata a Berlusconi e viceversa. Ma lei si sente ancora uomo di Berlusconi? Non ho le vostre certezze sul voto anticipato a livello nazionale. Per quanto mi concerne ho più volte dichiarato che è mia intenzione e responsabilità continuare a lavorare e attuare il programma di governo. Non è utile in questo momento seguire le polemiche o i personalismi di alcuni personaggi del panorama politico regionale. Per quanto riguarda la mia collocazione, anche qui non credo ci siano dubbi: sono convintamente nel Pdl, un partito che rappresenta le mie idee e i miei principi politici. Sono poi amico personale del Presidente Berlusconi, con lui ho realizzato molti passi della mia vita politica e di governo. Non ho alcun motivo per mutare questa situazione. Se questo vuol dire essere Berlusconiano, allora lo sono e con convinzione e orgoglio. L'opposizione, in Molise, sembra essere spesso in vacanza e per lei sembra essere tutto molto facile. Che differenza c'è fra destra e sinistra oggi? Quando si governa, quando si ha il senso delle Istituzioni e quando si sente il peso delle responsabilità , non c'è nulla di facile. Ogni giorno si affronta una nuova sfida. Certo l'opposizione non ha una posizione chiara praticamente su nessuno dei temi sul tappeto. Una nebbia di critiche, di attacchi e di polemiche avvolge l'azione della sinistra che ha rinunciato al proprio ruolo di proposizione. Questo non fa certo bene alla democrazia. Ma è anche vero che questo non è certo nelle mie responsabilità . È invece sicuramente mia assoluta responsabilità andare avanti, attuare il programma di governo, non fermarmi rispetto ai piccoli-grandi condizionamenti di una politica decisamente minore e avvizzita, e continuare ad operare nel solo interesse dei molisani. Per quanto concerne le differenze tra i due schieramenti, credo che oltre ai valori tradizionali, da alcuni dimenticati ma che ci sono e ci permettono di guardare alla quotidianità e ai programmi con occhi diversi e con sentimenti diversi, noi del centrodestra siamo caratterizzati dalla cultura del fare che ci porta ad andare sempre avanti e a lavorare non attardandoci come viceversa fa spessissimo la sinistra in polemiche inutili e non propositive. Dieci anni fa, in un'intervista per «L'Interruttore», ci raccontò delle sue vacanze in camper. Cos'ha fatto nell'estate del 2010? Questa estate, come quella degli ultimi anni, io e mia moglie abbiamo scelto di trascorrerla con i nostri figli, i nipoti e gli amici di sempre a Campomarino. Un periodo di relax passato a fare il nonno. Un "lavoro" che mi prende molto ma che non mi ha fatto mancare di seguire i temi più importanti della politica regionale e nazionale. Non si può certo staccare completamente, non ci si può permettere distrazioni nel seguire i percorsi già intrapresi per quel che riguarda la sanità , il lavoro, l'agricoltura, il sostegno alle imprese e le politiche della famiglia. Questi temi non vedono, soprattutto in questo particolare momento, sospensioni feriali. Pasquale Lombardi Giovanni Petta
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01/09/2010