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24/08/2010, 05:30

Notizie - Molise

C'è delusione per le promesse non mantenute

La campanella annuncia una stagione di contrasti
Le lezioni riprenderanno il 13 settembre ma le contestazioni sui tagli non sono finite

CAMPOBASSO Tagli e contestazioni, il nuovo anno scolastico si avvia tra mille polemiche soprattutto da un punto di vista organizzativo e sui problemi della collocazione di docenti e precari.

scuola Ci si aspettava un dimensionamento scolastico ben definito cucito sulle esigenze territoriali finanziarie e delle risorse umane e invece i problemi sembrano essere rimasti al palo con grande delusione del sindacato di settore che già si accinge a preparare una forte e massiccia mobilitazione. La campanella che suonerà in tutte le scuole della Regione, come confermato dall'ufficio regionale competente, il 13 settembre, potrebbe annunciare già al primo squillo le prime avvisaglie di contrasto tra Regione Scuola e Uffici scolastici provinciali e regionale. Il problema più sentito e drammatico rimane quello dei precari. Una forza lavoro qualificata che da anni cerca spazi in un assetto istituzionale e tecnico che invece di migliorare la qualità e il tempo scolastico soffre un declassamento costante creando sacche sociali piene di rabbia e di riscatto che si appellano alle forze istituzionali locali pur di non perdere il contatto con il loro primo luogo di formazione di vita e professionale. In Molise, quindi, secondo un'indagine dei sindacati, i precari che non troveranno lavoro sono moltissimi «Il precariato da condizione transitoria rischia di diventare la forma di lavoro più diffusa e più stabile in tutti i settori pubblici e in particolare nella scuola - sostiene Sergio Sorella segretario regionale della Flc della Cgil.

Nel Molise sono centinaia i docenti, i ricercatori, i tecnici, amministrativi e collaboratori scolastici che lavorano da precari nelle scuole e nell'Università e negli enti di ricerca, in una giungla fitta di numerose tipologie contrattuali. Nella scuola sono precari i supplenti, quelli che ogni anno aspettano una nomina: molti di loro sono andati in pensione da precari, moltissimi stanno agognando da 20 o 30 anni il sospirato "ruolo", ce ne sono altrettanti che passano l'estate sperando che la cattedra non sia stata cancellata. Una quota di precariato sarebbe fisiologica in tutti i settori di lavoro, legata alla stagionalità o ai progetti a termine. Il problema nostro è che la quantità di precariato è diventata patologica, soprattutto perché è figlia dei tagli finanziari. Nei settori della conoscenza non ci sono riforme o riordini, non c'è politica, ci sono tagli e solo tagli». Forte quindi la dinamica formativa e le forze e risorse messe in campo dai sindacati a sostegno dei precari. La Flc Cgil negli ultimi anni ha promosso molte campagne a loro favore, di queste alcune si sono concluse con risultati importanti.

«Gli strumenti principali per combattere il ricorso al precariato si trovano nei contratti collettivi - aggiunge Sorella - Ma il governo sta tentando di spuntare anche quest'arma. Nel Molise, nelle scuole, dai prossimi giorni ci saranno pochissime immissioni in ruolo: 46 ATA e 59 docenti. Una miseria considerato che i pensionamenti sono stati 178 nella provincia di Campobasso e 67 nella provincia di Isernia, per un totale di 245 posti rimpiazzati solo in minima parte». Sotto la lente di ingrandimento anche le nomine annuali. Moltissime sarannno eliminate. I precari che troveranno un posto annuale saranno, in tutta la regione, 300 Ata e non più di 200 docenti, per un totale di 500 posti. Numeri al ribasso rispetto a quelli che caratterizzavano le aperture degli anni passati quando venivano fatte circa 1200 nomine annuali. Numeri che da soli testimoniano il grado di contrazione portato avanti ormai dal nuovo sistema scolastico «con il risultato che in molte scuole - conclude Sergio Sorella - ci saranno più plessi che collaboratori scolastici, costretti spesso a straordinari perché non c'è chi li sostituisce; nelle scuole superiori ci saranno laboratori senza la figura dell'assistente tecnico; classi numerose non sdoppiate anche in presenza di alunni disabili. Tutto ciò accade mentre il piano di dimensionamento regionale resta al palo, la provincia di Isernia sceglie di non scegliere, mentre la provincia di Campobasso fa proposte in base a logiche che rispondono più a esigenze particolari che a capacità di razionalizzazione delle risorse professionali. Non ci rassegneremo a questa deriva che sta investendo la scuola pubblica molisana». L'anno scolastico che quest'anno parte con 42.500 alunni e con un decremento demografico scolastico sempre più evidente, circa 1000 studenti in meno rispetto al 2009-2010, rispetto agli anni passati, naturalmente, presenta anche i problemi localistici del trasporto degli alunni da un Comune all'altro su cui ancora non c'è un programma ben definito riguardo alla logistica agli spostamenti agli orari dei mezzi adibiti. Rimangono inoltre in piedi i problemi degli accorpamenti della loro funzionalità e quindi del loro gradimento e di tutto quanto ruota intorno a tale problema unitamente alla sicurezza degli edifici scolastici. Su questo molto è stato fatto nei casi più urgenti ancora, però, c'è molto da intervenire per ridare tranquillità agli alunni alle famiglie e a chi opera nei plessi scolastici.

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Aldo Ciaramella

24/08/2010

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