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23/08/2010, 05:30

Notizie - Molise

Le operazioni I tassi di interesse possono lievitare sino al 200-300% Governo e banche cercano di combatterla con strumenti ad hoc

È allarme strozzini

Potenzialmente interessati oltre 2.000 commercianti

usura Quest'anno l'"operazione tasso" dei Cc. di Isernia ha dato modo di pesare la diffusione dell'usura nel Molise. Potenzialmente, l'illecito penale coinvolgerebbe 2.300 commercianti. I soggetti arrestati prestavano danaro a condizioni pesanti, con pretese di rimborso esorbitanti il doppio del capitale già dopo un mese; dopodiché il tasso di interesse poteva lievitare fino al 200-300%. Talvolta il pagamento veniva dilazionato in rate che non si sarebbero mai estinte, con riscossioni forzate portate avanti con l'uso della violenza. I "cravattari" si facevano consegnare dalle loro vittime documenti e titoli di credito al fine di garantirsi il debito vantato. SOS Imprese ed Istat ritengono che l'usura nella ventesima regione varrebbe 0,18 miliardi (il 28% del totale attivo). Oggi questa piaga non è più un'esclusiva del Mezzogiorno. Il territorio con il maggior numero di potenziali nuove vittime (28mila commercianti e 3,30 miliardi di giro d'affari) è quello del Lazio, seguito dalle aree campane e siciliane. Spiegare il fenomeno è semplice. Le banche chiudono i rubinetti del prestito ad un imprenditore e questi rimane costretto a cercare i soldi ai "facilitatori". Basta poco per non riuscire più a stare dietro ai versamenti richiesti; e, dopo le minacce, questi passano ad argomenti più pressanti (la "confisca" coatta dei beni). Considerato che il freno tirato dai banchieri nella concessione di nuovi prestiti era diventato un fattore di rischio, il Governo aveva pensato di agevolare la presentazione di segnalazioni contro gli istituti di credito, utilizzando uno speciale modulo a stampa da inviare al Prefetto di ciascuna provincia. Ma a Campobasso gli operatori ne hanno presentate poche diecine. Piuttosto sono stati i privati a dolersi, magari per non essersi visti concedere il mutuo. Teoricamente, lo strumento della segnalazione non può essere considerato inutile perché i vertici delle banche sanno che le istituzioni tengono gli occhi bene aperti sul loro operato. Questa consapevolezza può rappresentare un deterrente nei confronti di quegli istituti che intendono approfittare della crisi in atto. I Servizi ispettivi della Banca d'Italia dicono che i prestiti erogati dai 5 maggiori istituti (Unicredit, Intesa S. Paolo, MPS, Banco Popolare e UBI) sono diminuiti del 4%. La percezione comune è che tutti stiano attenti a non erogare quattrini quando non vi sia la certezza di vederseli restituire. Molti imprenditori molisani, abituati a farsi rincorrere dai direttori di agenzia (che prima sgomitavano per prestare denaro facile), sono rimasti spiazzati. Ed ora c'è persino il caso di chi, ottenuti i finanziamenti, si sia visto aumentare a dismisura il costo della gestione del conto corrente. Tutto parte dai limiti che il governo ha imposto alle commissioni per chi vada in rosso (il cosiddetto massimo scoperto). Le banche dicono di aver modificato l'intero impianto, creando una "nuova struttura di prezzo più semplice e trasparente" al fine di "permettere ai clienti di fare i confronti più agevolmente". Ma tutta questa situazione ha portato all'intervento del Ministero per "spezzare le gambe agli usurai" e per consentire alle banche di concedere prestiti pure in carenza di forti garanzie ed in tempi più rapidi, perché è proprio la "solerzia" il fattore di maggior successo dei "cravattari". Questi, senza battere ciglio, mettono a disposizione enormi quantità di quattrini, ma con tassi di interessi mensili a doppia cifra. Insomma, se la crisi ha esteso il raggio d'azione dei prestiti illegali, lo Stato ha voluto dire basta, approntando un decreto per semplificare l'accesso ai finanziamenti sia in quanto a documentazione che in quanto a procedure da seguire ed a garanzie necessarie a coprire il credito. Ciò permetterà al CONFIDI, alle fondazioni ed alle associazioni attive nella prevenzione dei fenomeni usurari di potere operare con meno lacci burocratici. (continua)

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Claudio de Luca

23/08/2010

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