Un settore, l'agroalimentare, che connota le peculiarità del Molise e la sua vocazione agricola e che in questo momento è attraversato da momenti difficili, vuoi per situazioni gestionali vissute e governate male in passato, vuoi per le mutate condizioni di intervento dell'Unione europea e dello Stato centrale che spingono sempre più l'acceleratore sull'innovazione e sull'ammodornamento delle aziende che in regione fanno fatica ad allinearsi su un efficace ed indispensabile riadeguamento e perciò su più ampi e lontani mercati. Il settore soffre, pertanto, e la Regione spesso deve intervenire per salvare un'occupazione che se venisse meno farebbe crollare l'economia locale creando forti tensioni sociali. A cominciare dallo Zuccherificio per finire al Conservificio. Nel primo, dove la maggioranza delle azioni è ancora nelle mani della Regione (70%) con una quota del 35% al privato Remo Perna, c'è infatti una situazione di standby. Anche qui la Regione è intervenuta negli anni passati con un impegno finanziario di circa 60 milioni di euro per ripianare i bilanci e ricapitalizzare la società . Lo stabilimento, secondo il nuovo Piano industriale, dovrebbe, oltre allo zucchero, produrre anche energia e altri composti chimici provenienti dalla lavorazione dello scarto della barbietola. Un scelta obbligata per gli indirizzi comunitari, del Governo centrale e per necessità finanziarie visto che dal 2013 spariranno l'integrazione al prezzo della barbietola e i 4 zuccherifici rimasti in Italia dovranno assumere precisi percorsi di innovazione. Per l'industria termolese che produce 84 mila tonnellate annue di zucchero per un fatturato di 60 milioni di euro dando lavoro a 100 operai fissi e 300 stagionali, i prossimi saranno mesi decisivi per il suo rilancio o per una sua specifica e parziale riconversione. In profonda crisi il settore pasta. Una chiusura e un fallimento con affidamento a una curatela fallimentare hanno segnato il presente a due grosse aziende leader in Molise e nel Mezzogiono per la produzione della pasta: La Molisana e Guacci. La prima è affidata ad un curatore nominato dal Tribunale che sta guidando l'azienda verso una nuova proprietà (Ferro o Rummo) dopo il fallimento della vecchia gestione avvenuto qualche anno fa. Negli anni d'oro '70-'80 impiegava 230 unità , ora neppure un centinaio, per una produzione di pasta che è di circa un quarto rispetto al passato. Ha pensato di andarsene dal Molise, invece, Mastrolia titolare della pasta Guacci, il primo pastificio di Campobasso, marchio storico locale, con una vita ultracentenaria alle spalle. Quaranta operai sono in mobilità mentre la struttura è entrata nell'abbandono. L'Arena per il momento è la grossa preocupazione della Regione. Per il contrasto ormai evidente nato tra la società della Solagrital che alleva i polli e l'azienda storica dell'Arena capeggiata da Dante Di Dario che commercializza il prodotto. Con un' operazione di 37 milioni di euro la Regione qualche mese fa ha riacquistato beni immobili di Agralia, mangimificio incubatoio 4 centri pollastre e lo stabilimento di trasformazione di Monteverde, attraverso la cooperativa Gam appartenente all'ente regionale. Che ha investito negli ultimi 15 anni oltre 50 milioni di euro per quest'azienda (700 dipendenti) e che ora deve decidere quale rotta affidarle. Risanare il dissidio vendere o fittare visto che ad oggi parte del prodotto - pollo viene venduto già ad altri concorrenti. Al.Cia.
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19/08/2010