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Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

19/08/2010, 05:30
CAMPOBASSO Superato il giro di boa dell'ultimo anno di mandato si guarda ora all'appuntamento elettorale di maggio. I riflessi degli scenari nazionali
Grandi manovre anche «sotto l'ombrellone», con la politica che non va in vacanza e che si prepara alle grandi sfide dell'autunno, con lo sguardo rivolto ai nuovi scenari che si stanno aprendo a livello nazionale. Scenari legati soprattutto all'evoluzione della crisi Berlusconi-Fini, con la doppia soluzione del Governo tecnico o delle elezioni anticipate, ma anche alla costituzione del nuovo soggetto politico del Partito della nazione, al quale si guarda con attenzione anche in regione, sia pur da diverse angolazioni. Salvo ricompattamenti interni, alle urne si potrebbe tornare in autunno o la prossima primavera, e in questo caso la campagna elettorale per le politiche coinciderebbe con un appuntamento già da programma e non di poco conto, le elezioni per rinnovare i vertici della Provincia di Campobasso. Scade infatti a maggio la legislatura guidata da Nicola D'Ascanio, che ha superato non senza difficoltà due crisi e presentato e ritirato due volte le dimissioni, dopo una frattura con il Pd, ricomposta dopo il rimpasto di giunta, e ora con l'Italia dei Valori. Un contrasto che sembra di difficile soluzione e che di certo condizionerà l'attività politico-amministrativa degli ultimi mesi di mandato, con l'amministrazione di palazzo Magno chiamata a completare il programma e allo stesso tempo evitare di andare «sotto» su provvedimenti importanti, con i 4 esponenti dell'IdV e il «battitore libero» Tiberio che potrebbero condizionare non poco l'attività di governo. C'è da dire che le tensioni non risparmiano neppure la minoranza, che ospita il primo gruppo «finiano» della regione, costituito da Notartomaso e Felice, sospesi dal Pdl per non essere stati in aula, facendo «sponda» alla maggioranza, in occasione del voto del bilancio consuntivo. Dunque si guarda già alla scadenza elettorale, che oltre con le politiche, si diceva, potrebbe coincidere pure con un anticipo delle regionali. Un bel dilemma per Nicola D'Ascanio, che già nel 2008 ha dovuto rinunciare alle politiche per la caduta anticipata del Governo Prodi. Scelta difficile anche per la collocazione. Esclusi «ammiccamenti» centristi, per una questione di formazione e credo politico, l'alternativa è tra un ritorno al Pd o un più probabile approdo nelle file vendoliane, ovviamente come «testa di serie».
Carmen Sepede
19/08/2010