A tanto ammontano i tagli alla spesa pubblica contenuti nella manovra correttiva che l'esecutivo Iorio sta mettendo a punto nei dettagli e che entro fine settimana sarà portata all'esame della maggioranza, per le «limature» prima del passaggio in commissione e poi in aula, previsto prima della sospensione estiva dei lavori di palazzo Moffa. Oltre alle indennità di amministratori e consiglieri, decisione inevitabile ma che sta provocando non poche frizioni, anche all'interno della maggioranza, ad essere tagliate dovranno essere le consulenze esterne, i compensi dei dirigenti e le spese generali, con una sforbiciata decisa alle uscite dell'ente, per far fronte alla «mannaia» disposta dal Governo nazionale. Ovviamente l'intervento più drastico si avrà sul fronte sanità , con l'attuazione delle misure contenute nel piano di rientro del deficit. Ma il «ridimensionamento» sarà generale e soprattutto immediato. «Il Presidente Iorio - questo il commento dell'esponente di Progetto Molise Nico Romagnuolo - ha cercato di alleviare in tutti i modi i possibili problemi per i cittadini rispetto agli inevitabili tagli pretesi dalla manovra del Governo. L'ha fatto coordinando anche gli altri governatori in una battaglia molto difficile tra gli enti locali e quelli centrali, che non ha permesso strade alternative. Ora - ha aggiunto Romagnuolo - è il momento dell'unità e non di personalismi e di accuse da parte di chi, come l'onorevole Aldo Patriciello, ha rivestito incarichi istituzionali a livello regionale, che dovrebbe invece garantire il suo contributo per dare risposte unitarie. Il Molise ha una sua storia e una sua specificità - ha concluso il consigliere - e deve essere aiutato per conservare quell'autonomia per cui i padri fondatori si sono battuti». In attesa che il dibattito sulla manovra entri nel vivo si torna intanto a parlare di assetti politici regionali, in vista di una scadenza elettorale che potrebbe essere anticipata di qualche mese, rispetto alla scadenza naturale di novembre. Un appuntamento al quale, oltre agli schieramenti principali, guardano con attenzione anche i centristi, che stanno valutando la possibilità di scendere in campo da soli, in alternativa al Centrodestra e al Centrosinistra. Soluzione prospettata dal leader molisano dei Popolari per il Sud Vincenzo Niro. «Il nostro obiettivo - ha anticipato Niro - sono le regionali 2011, per testare se c'è uno spazio politico per il Centro. Tanto più che il quadro politico, anche a livello nazionale, sta cambiando. C'è un'attenzione e una «irrequietezza» in molti ambienti ed elementi che lasciano presagire anche la possibilità di un ritorno ad un'esperienza politica che, per chi come noi aspira alla costituzione di un grande «Centro moderato», è suggestiva». Nessuna rottura col Centrodestra, «non vogliamo essere fraintesi e rassicuriamo i nostri alleati», ma Niro conclude il suo intervento lanciando un appello al governatore Iorio, «sul ruolo che si vorrà dare ai Popolari per il Sud nella coalizione». Ca.Se.
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29/07/2010