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Facendo doppio click su una qualsiasi parola presente nell'articolo, sarà visualizzata la definizione della parola, così come è stata pubblicata all'interno del Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli 2010.
Alla fine del riquadro di spiegazione ne sarà proposta anche la traduzione in inglese, ripresa dal lemmario Italiano-Inglese del Ragazzini 2010.

28/07/2010, 05:30
CAMPOBASSO Colture distrutte alcune incapaci di dare frutti per almeno un paio di anni.
Uliveti frutteti e vigneti soprattutto. Un'ondata di distruzione grandine e pioggia violentissima che hanno devastato una fascia territoriale di 5 paesi (Tavenna Palata Mafalda Larino Rotello) mettendo ancora di più in ginocchio un'agricoltura che già ha problemi abbastanza seri di ordine strutturale e finanziario. Restando ai danni alle colture «va precisato che nell'area colpita - afferma il direttore regionale della Coldiretti, Angelo Milo - sono andate distrutte intere piantagioni di ortaggi, girasoli, mais ma anche pomodori, legumi e barbabietole. Per quanto riguarda le barbabietole va fatto un ragionamento a parte visto che questa coltura va di pari passo con la produzione dello zucchero e quindi con l'attività dello Zuccherificio di Termoli» Su questo problema il presidente di Coldiretti Amodio De Angelis aggiunge «Chiediamo all'azienda termolese di venire incontro ai produttori della zona danneggiata accettando prima le loro barbabietole che, se non venissero raccolte subito, andrebbero perse. Chiediamo che lo stato di calamità venga accordato subito, di verificare ed eventualmente adoperarsi per l'accesso ad altre forme di aiuto. Quindi - conclude De Angelis - in queste ore il nostro appello va alla Regione e all'assessore all'agricoltura affinché vengano accertati e quantificati i danni colturali e strutturali in tempi rapidissimi». La Confederazione italiana agricoltori chiede la delimitazione delle zone colpite, l'attivazione della procedura di verifica e di stima dei danni mediante l'individuazione delle aree interessate da parte dei tecnici dell'assessorato all'agricoltura della Regione Molise al fine di riconoscere lo stato di calamità naturale e l'attivazione di provvedimenti di emergenza necessari al ripristino di strutture di allevamento di bestiame, stoccaggio di alimenti e di dimora degli agricoltori. La solidarietà al mondo agricolo arriva anche dalla sfera politica «Occorre uno sforzo collettivo, di tutte le istituzioni, per fronteggiare l'ennesima emergenza naturale a cui il Molise è stato chiamato - sostiene il consigliere regionale Francesco Di Falco - Non possiamo che condividere la richiesta di calamità naturale deliberata dall'esecutivo, verso cui è stato unanimemente dato assenso anche nell'ordine del giorno approvato in Consiglio regionale. Alla struttura tecnica il compito di tracciare la strada, alla volontà politica, invece, il compito di recuperare le risorse e intessere un ragionamento concertativo, che porti a una gestione complessiva del territorio che si metta in sicurezza non solo nel solco idro-geologico, ma anche con una copertura rischi adeguata, assistere a quanto verificato con i miei occhi nei vari sopralluoghi mi ha lasciato sgomento, non possiamo abbandonare i sindaci, le amministrazioni e le località al loro destino, sia in questa vicenda, che nel prosieguo». I consiglieri di opposizione Massimo Romano e Michele Petraroia e altri anche del centrodestra hanno presentato un ordine del giorno (approvato) che fa voti al Consiglio dei ministri per l'approvazione della richiesta di dichiarazione dello "stato di calamità naturale" e impegnano la Giunta regionale, per il caso in cui il Governo non deliberi prontamente lo stato di calamità, a predisporre ogni iniziativa necessaria allo stanziamento dei fondi necessari all'emergenza che ha colpito i comuni negli eventi calamitosi del 24 luglio 2010». Al.Cia.
28/07/2010