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26/07/2010, 05:30

Notizie - Molise

La spesa si fa con la calcolatrice

MOLISE Nei supermercati le famiglie stanno attente a non «sforare» sul budget

Nel 2010, proclamato anno europeo per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale, la spesa per i prodotti alimentari in Molise si fa calcolatrice alla mano. Sembra la nuova moda del momento, ma è un segnale preoccupante quello che qualunque osservatore non distratto può cogliere nei centri commerciali del capoluogo. Le famiglie effettuano la corsa al prodotto meno caro, passando ore a comparare i prezzi dei beni di prima necessità esposti sugli scaffali. Ma, se la voglia di risparmiare è comprensibile ed è sempre esistita, l'elemento nuovo è quell'oggetto tascabile che, quando meno te lo aspetti, spunta dalle tasche dei consumatori. La calcolatrice dà la certezza di non sforare neanche di un centesimo rispetto alla parte di budget destinata appositamente alla spesa. «Non posso permettermi di spendere più di 150 euro al mese per il cibo, dunque ogni giorno devo calcolare con precisione cosa comprare, variando la mia alimentazione non in base alle mie esigenze di salute, ma in base al prezzo dei singoli prodotti», afferma infatti con molta limpidezza un signore di mezza età intento a fare divisioni ed addizioni. L'esperienza pratica sembra confermare i numeri forniti dalla Caritas di Termoli, da Bankitalia e dall'Unione europea. Se quest'ultima rileva, in modo generico, come vada aumentando, tanto da essere la più diffusa in Europa, la povertà relativa, quella cioè legata al contesto sociale in cui si vive e che si ha quando le entrate e le risorse sono tali da non permettere alle persone di vivere secondo gli standard «considerati accettabili nel loro contesto sociale», la Caritas diocesana di Termoli ha comunicato, di recente, come il Molise sia salito al quinto posto delle regioni più povere d'Italia. «La situazione attuale, secondo anche i dati Istat - si legge sul rapporto riferito alle povertà territoriali - vede la regione Molise salire dal 7 posto dello scorso anno al 5 posto delle regioni più povere d'Italia con un incremento del tasso di povertà del 10,8 per cento attestandosi così al 24,4 per cento, superando la media del sud Italia attestata sul 23,8 per cento», aveva già avvistao l'associazione. La Fondazione Sussidarietà, ha rincarato la «dose di allarme», affermando che l'incidenza percentuale della povertà alimentare sulle famiglie in Molise è del 5 per cento. «Questo significa che 5 famiglie (due adulti) su cento non hanno i 204 euro necessari per garantire in giusto apporto nutrizionale ai propri componenti - si legge ancora sul rapporto povertà 2009 - Tale criticità sale al 5,2 per cento per le famiglie con minori e tocca il 6,6 per cento per gli over 65. Quasi 7 anziani su cento in Molise non possono dunque avere la giusta alimentazione».

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Daniela Lombardi

26/07/2010

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