PETTORANELLO DI MOLISE Passano i giorni, si susseguono gli appelli ma, il lungo e scomodo tunnel in cui si trovano imbottigliati l'Ittierre ed il gruppo dei fornitori dell'It Holdig, appare ancora buio e senza vie d'uscita. «Dopo quasi venti giorni di protesta – sottolineano i fasonisti – tutto tace ed impera un silenzio a dir poco assordante da parte di quelle istituzioni chiamate a risolvere l'annosa questione». Alla base della querelle ci sarebbe, a detta dei creditori, «il pasticcio creato dalla distinzione dei fornitori-creditori molisani in due categorie, distinzione contenuta nella bozza di delibera predisposta da Finmolise ed approvata dalla Giunta Regionale. Ciò – dicono – ha portato a trattamenti diseugali a parità di condizioni, difatti alcuni non sono tenuti a presentare garanzie a fronte del finanziamento concesso dalla Regione, mentre ad altri queste garanzie vengono richieste, impedendo l'accesso all'intero credito vantato nei confronti dell'azienda». Intanto continuano da tre settimane le proteste intraprese dai manifestanti, i quali, pur di far sentire la propria voce, sono arrivati ad istituire un presidio permanente davanti ai cancelli dell'azienda di Pettoranello di Molise. «Nonostante tutti gli esponenti politici interessati alla vicenda abbiano compreso il grave problema - spiegano i fasonisti in una nota diffusa ieri - ritenendo anch'essi che qualcosa di poco chiaro sia accaduto nella predisposizione della bozza di delibera da parte della Finmolise, a tutt'oggi non si riesce a risolvere i problemi sollevati da chi è rimasto escluso dalla parte residua dei finanziamenti. Pertanto, i fornitori e fasonisti molisani in presidio permanente chiedono espressamente l'intervento personale del Presidente della Regione, Michele Iorio, al fine di chiarire e concludere definitivamente la vertenza che si protrae ormai da quasi tre settimane. Ribadiamo - concludono i manifestanti - che non desisteremo dalla protesta fin quando non verrà garantito a tutti lo stesso trattamento,al momento riservato solo ad alcuni». Lu.Vi.
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26/07/2010