Così il presidente regionale della Coldiretti, Amodio De Angelis, ha relazionato sulle maggiori emergenze nel corso della manifestazione che la Coldiretti ha tenuto ieri l'altro a Bari. Secondo la denuncia della Coldiretti sono 50 mila i posti di lavoro a rischio nelle campagne del Mezzogiorno e delle aree svantaggiate e montane. «Dal 1 agosto 2010, per le zone agricole montane e svantaggiate - spiega il presidente regionale della Coldiretti, Amodio De Angelis - scatterà un aumento insostenibile dei contributi a carico del datore di lavoro, con inevitabili ricadute sui livelli occupazionali che nel 2009, nonostante la crisi, in queste aree hanno fatto segnare un importante aumento nel numero delle giornate denunciate per gli operai a tempo indeterminato (+ 963.356 giornate). Il settore agricolo nazionale - osserva ancora De Angelis - già sconta livelli di pressione contributiva ben più alti della media europea e nettamente superiori a quelli vigenti nei Paesi primi competitori del settore». A rischio c'è anche un settore agricolo molto importante che caratterizza il made Italy «Per effetto della mancata proroga dell'accisa zero sui carburanti destinati al riscaldamento delle serre, in vigore in Italia da anni. Una situazione che rischia di azzerare la produzione nazionale in serra di fiori e piante ornamentali e di ortaggi. L'agevolazione sul gasolio - prosegue - è fondamentale per la competitività delle imprese. Inoltre, senza interventi tempestivi, si agevoleranno ancor più le importazioni da Paesi extracomunitari, favoriti da un clima più caldo, dove spesso si sfrutta la manodopera e si utilizzano pratiche di coltivazione dannose per la salute e l'ambiente bandite dall'Ue»". Al.Cia.
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25/07/2010