Fabio Zampetti Un bel casino l'affare stazione. Il sindaco Melogli, dopo le turbolenze in Consiglio (parte della maggioranza è contraria alla Convenzione con le Ferrovie) intende dare spiegazioni direttamente ai cittadini. Alle porte, infatti, ci sono una serie di incontri e, molto probabilmente, anche un referendum per decidere il da farsi. Sì, perché la vicenda si sta ingarbugliando e il Comune e l'intera città potrebbero ritrovarsi beffati. In che modo? Presto detto. La Convenzione prevede, dietro concessione edilizia per 18mila cubi (tre nuovi palazzi), 15mila metri quadrati da destinare a verde pubblico, l'edificio che attualmente ospita l'Officina della cultura. E non solo. L'accordo, momentaneamente saltato, prevede anche la cessione della palazzina del casellante e quella posta alle spalle della fontana di via Libero Testa. Ci sarebbe creata anche l'opportunità di realizzare un nuovo parcheggio. Ma Melogli ha dovuto incassare il no di parte della sua maggioranza. A quel punto si è parlato dell'acquisizione dell'intera area. Ma servono circa 3 milioni di euro. Mica spiccioli. E di questi tempi e, soprattutto con i paletti fissati dalla Manovra del Governo, il Comune 3 milioni se li sogna. Per non parlare della Regione, alla quale il Comune non ha nemmeno bussato. Il pericolo? È che venendo meno la Convenzione, il tutto rimanderebbe al Prg. E, facendo un po' di calcoli, le Ferrovie avrebbero la possibilità di edificare non 18mila ma molti, molti metri cubi in più. Non tre palazzine, ma molte di più. E, in tutto ciò, il Comune si ritroverebbe con le mani legate. E, in cambio, non otterebbe nulla. Melogli parla di tutto ciò a bassa voce per non mettere la pulce nell'orecchio alle Ferrovie. Ma sa bene, comunque, che il Gruppo Fs queste cose già le sa anche perché dopo il vertice dello scorso 25 maggio (si è parlato di acquisizione complessiva dell'area) non c'è stato altro contatto. Che fare? «Qui non si è capito il reale problema. Si rischia grosso. Potremmo ritrovarci – dice il sindaco Melogli – con un pugno di mosche nelle mani. Io cercherò di far capire alla cittadinanza la portata e i benefici che apporterebbe la Convenzione al di là di quanto si è detto sul pericolo cementificazione».
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24/07/2010