Il ruolo della politica pubblica per l'innovazione, la ricerca e quant'altro, non ha mai avuto, nel nostro Paese, un indirizzo prioritario; mentre negli Stati della Comunità Europea (Francia, Germania, Islanda, Svezia, Estonia, ecc.) la collaborazione è un fatto naturale, che si estrinseca col trasferimento alla produzione delle conoscenze e delle tecnologie innovative. Il sud procede oggi con enorme difficoltà , costretto a fare i conti con un'economia instabile, una struttura produttiva precaria nei consumi interni e nell'accesso al credito bancario. Il limitato flusso delle nostre produzioni dipende principalmente dall'arretrato assetto del sistema produttivo, che risulta a tutt'oggi poco aggregato e caratterizzato da localismi del passato, che nulla o poco hanno in comune con i moderni criteri di "Organizzazione Aziendale". Nell'ambito dell'Unione Europea, il complesso delle imprese industriali del nostro meridione, escluse alcune eccellenze che pure esistono, risulta oggi il meno adeguato allo sviluppo e l'area più svantaggiata dell'Unione (fonte: Svimez). L'occupazione sempre più arretra, il divario con il resto del paese aumenta. I servizi pubblici lasciano a desiderare, il lavoro sommerso è il doppio del centro-nord e il lavoro femminile segua il passo. La persistenza di un sistema sanitario molto costoso e mal distribuito, che secondo la Corte dei conti, il contenimento della spesa nel triennio non è stato sufficiente a garantire un nuovo equilibrio strutturale. Il meridione, non può essere considerato una entità separata dal resto della nazione; ciò può essere vantaggioso solo per taluni, ma non per i milioni di abitanti (un terzo del Paese). Ciò che oggi manca al meridione, secondo noi e il nostro attento "Quotidiano", è una politica attenta e in grado di dare nuovo vigore e impegno alla innovazione sociale e allo sviluppo economico. È necessario far capire all'opinione pubblica nazionale che il sud non è all'anno zero; ma che esso ha imprese e imprenditori capaci di spingere ed aiutare l'economia e la ripresa. Benedetto Onorato
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28/06/2010