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«Il corso rimanga zona pedonale»

Campobasso Il Pd ha spiegato le ragioni della raccolta firme contro la riapertura

Daniela Lombardi

CAMPOBASSO Le firme per il momento sono circa 200, dopo due giorni che la raccolta di sottoscrizioni è cominciata. Prosegue la battaglia del gruppo del Pd al Comune di Campobasso per chiedere che corso Vittorio Emanuele rimanga chiuso al traffico e che il passaggio delle auto venga interdetto in qualunque fascia oraria. Ieri i presentatori della petizione hanno voluto spiegare tutti i perché della decisione presa, che investono tanto il metodo quanto il merito. Sul metodo è intervenuto Pietro Maio, stigmatizzando «il mancato coinvolgimento, da parte del sindaco, della commissione consiliare che si occupa di traffico, nel decidere la parziale riapertura del corso negli orari "di punta"». Quanto al merito, gli esponenti del Pd beneficiano anche dell'appoggio delle associazioni ambientaliste, tra le quali in prima linea il WWF, che condividono un'idea diversa da quella del sindaco in merito alla «rivitalizzazione» del centro storico. «In tutte le città d'Europa si va nella direzione della creazione delle isole pedonali per dare spazio al cittadino prima che all'automobilista. Anche Campobasso deve guardare al futuro sviluppando le sue potenzialità di città verde, attenta alle esigenze della persona», hanno detto all'unisono i quattro «collettori» di firme. È stato poi rilevato da Augusto Massa come «la città sia più avanti degli amministratori», concetto specificato da Antonio Battista: «Negli orari in cui il corso è aperto, gli automobilisti non passano. Spesso sono i Vigili che li devono invitare ad utilizzare la strada senza scegliere vie alternative». Questo dato, secondo i componenti del Pd al Comune, dimostra che il cittadino, ormai, ha una mentalità «educata» all'esistenza di un'area «intoccabile» e vive quasi come una «violenza al centro città» l'idea di attraversarlo con una macchina e non a piedi, come avviene invece da anni. Da quando cioè lo stesso Massa, allora sindaco, ne decretò la chiusura. In effetti, fino ad oggi la sperimentazione destinata ad «alleggerire» il traffico cittadino non ha avuto grossi riscontri. In molti continuano a svoltare su Viale Elena o su Via Pietrunto quando devono toccare lati opposti del capoluogo. Di questo l'opposizione si «fa forte», giungendo anche ad ipotizzare un ulteriore allargamento dell'isola pedonale, ancora da definire. La raccolta di firme andrà avanti ancora per una decina di giorni, poi verranno tirate le somme. Oltre ai banchetti del Pd allestiti nei pressi del bar centrale che si occupano della «pubblicizzazione» della petizione, questa verrà «divulgata» anche dalle associazioni ambientaliste tra i loro iscritti. «Intanto auspichiamo che vengano presentate le linee guida di sviluppo della città dal Sindaco, perché l'amministrazione faccia comprendere con più chiarezza la direzione verso la quale intende andare», è l'ulteriore appello lanciato dal gruppo del Pd.

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11/10/2009










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