Daniela Lombardi
CAMPOBASSO Si sono avvalse della facoltà di non rispondere, dieci delle 17 persone finite in carcere due giorni fa nell'ambito dell'operazione antidroga «Via Bakù» della Polizia a Campobasso, che ha portato a stroncare il consistente traffico di stupefacenti che si svolgeva tra Molise e Campania. Undici gli interrogatori condotti ieri, due dei quali per rogatoria nella sezione femminile del carcere di Chieti. Una delle due donne arrestate, Agnese Paparella, avrebbe fatto le prime ammissioni. Le altre persone coinvolte, che si trovano ai domiciliari, saranno interrogate dal magistrato domani. Si continua a scavare, dunque, per ricostruire tutti i dettagli di quei terribili viaggi tra Scampia ed il Molise che portavano all'approvvigionamento del mercato di Campobasso. Una ricostruzione che, come gli arresti da poco effettuati, non mancherà di far rabbrividire visti i particolari già emersi in queste ore. Della rete di spacciatori che controllava il mercato del capoluogo ha colpito in particolare la consistente presenza di dnne e di giovani. Sono tutte giovani, infatti, avendo un'età compresa tra i 22 ed i 32 anni, le diciassette persone arrestate per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti e la partecipazione femminile è davvero consistente: delle 17 persone finite in manette 6 sono donne, così come sono donne 12 indagate a piede libero. Gli ordini di custodia cautelare, di cui undici in carcere e 6 ai domiciliari, sono stati emessi dal Gip Falcione ed hanno consentito di sgominare la rete dello spaccio che si estendeva nel capoluogo regionale dopo la partenza dal napoletano. La droga, in particolare eroina e kobret, veniva infatti acquistata nella fin troppo famosa Via Baku del quartiere napoletano di Scampia. In alcuni casi si trattava di droga tagliata male che ha causato decessi per overdose.
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11/10/2009