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Un giro d'affari di 17.500 euro al giorno

Chiusa la centrale dello spaccio

CAMPOBASSO Undici persone dietro le sbarre e sei ai domiciliari.

droga Spacciavano droga in tutta la città. Rifornivano sia i tossicodipendenti abituali che la Campobasso bene. Non solo ragazzi e ragazze ma anche insegnanti e lavoratori in genere, persone di mezza età che ogni tanto non disdegnavano una «sniffatina». Un circolo vizioso, quello creato nel capoluogo di regione, fermato dalla Squadra Mobile di Campobasso diretta da Domenico Farinacci. 17 le persone arrestate su ordine della Procura di Campobasso (Gip Giovanni Falcione, Sostituto Procuratore Rossana Venditti) dopo un anno di indagini serrate. Persone tutte giovanissime ma alcune già con un «curriculum» di tutto rispetto.

Si tratta di Alessandro Ciaramella (27 anni), Angelo Michele Ciaramella (28), Agnese Paparella (24), Fabio Zingarelli (28), Nicola Fasciano (32), Sara Marinelli (26), Antonio D'Andrea (29), Federico Carozza (32), Alessandro Lombardi (27), Riccardo Pastò (26) e Marcello Di Biase (25). Gli undici si trovano adesso rinchiusi in carcere. Mentre sei persone sono attualmente ai domiciliari: Carmen Mazzone (24 anni), Giovanni Tarasco (33), Adele Chiarizia (25), Sabrina Del Rosso (26), Diego Tallarita (37) e Nadine Kalu (22). Molte delle 17 persone arrestate (due, in seguito ad una morte per overdose sono anche indagate per omicidio) si recavano anche quotidianamente a Napoli, nel quartiere Scampia, tant'è vero che l'operazione, denominata Bakù, ha preso il nome proprio da una strada del popoloso quartiere partenopeo dove avveniva lo scambio. Variegato anche il panorama di sostanze stupefaenti che si riusciva ad offrire ai campobassani: eroina, cocaina e kobret (eroina di scarto, ottenuta saltando la fase di acetificazione, che viene inalata). «Ciò che ci ha sorpreso - hanno fatto sapere dalla Mobile - è stata la presenza di tante donne spacciatrici e consumatrici. Tra gli spacciatori non c'era nessun capo, nessuna organizzazione piramidale, solo qualche rapporto di collaborazione e talvolta dei casi di "mutua assistenza".

I viaggi? Erano frequenti. La scelta di trasportare piccole dosi e fare tanti viaggi è stata dettata dalla volontà precisa di limitare i danni in caso di sequestro». Il trasporto, per la cronaca, avveniva in involucri (tenuti aperti e gettati dal finestrino in caso di controlli) o in preservativi infilati negli orifizi. Viaggi che erano molto redditizi per i campobassani in quanto una dose, in media, a Napoli costava circa 13 euro, mentre nel capoluogo veniva rivenduta a 35 euro. Le dosi vendute in 24 ore, ogni giorno, erano circa 500. Dunque un giro da oltre 500mila euro al mese. Una mazzata, quella data allo spaccio (anche tra le generazioni più giovani, sono stati infatti identificati molti minorenni), compiuta grazie anche alla collaborazione dei reparti «prevenzione crimine» di Lazio, Abruzzo e Basilicata e grazie al personale delle squadre Mobili di Napoli, Caserta, Bari, Benevento, Isernia, Potenza, Ascoli Piceno, Frosinone, Latina e Matera. Domani mattina alle 10, presso la casa circondariale di Campobasso prenderanno il via i primi interrogatori.

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Cosimo Santimone

09/10/2009

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