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ISERNIA Oggi la questione sarà affrontata nel corso del consiglio comunale.
È trascorsa una settimana dalla ripresa delle lezioni e non accennano a placarsi, ad Isernia, le polemiche legate alla sicurezza degli edifici scolastici. Continuano le iniziative del comitato cittadino «Scuole sicure» che per mercoledì ha organizzato una nuova forma di protesta. Le mamme ed i papà sono pronti ad incatenarsi ai cancelli delle scuole per manifestare il proprio dissenso su come l'emergenza è stata gestita fino a questo momento. Intanto, dopo la seduta monotematica di lunedì scorso, il consiglio comunale del capoluogo pentro tornerà ad occuparsi della questione. Tra i punti all'ordine del giorno della seduta odierna figura infatti la discussione relativa alla realizzazione delle strutture antisismiche che saranno ubicate a San Leucio e a San Lazzaro. E a palazzo San Francesco sarà presente una delegazione del comitato cittadino, nato all'indomani del violento sisma che, il 6 aprile scorso, ha messo in ginocchio l'Abruzzo. Intanto è al lavoro anche la commissione «Scuola Sicura». Che ha fissato per domani una nuova riunione. Il neo nato organismo si è costituito la scorsa settimana su proposta del consigliere comunale del Pdl Giovanni Fantozzi. La commissione è composta dai capigruppo consiliari, ed è nata proprio per occuparsi delle problematiche dell'edilizia scolastica cittadina. L'organismo è coordinato da Giovanni Fantozzi per la maggioranza e Alfredo D'Ambrosio per la minoranza. La commissione — si diceva — si occuperà sia dell'attuale situazione dei plessi scolastici sia della programmazione che condurrà alla realizzazione del futuro polo studentesco. Si apre dunque una nuova settimana «calda» sul fronte scuola a Isernia. Irremovili i genitori del comitato. « L'amministrazione comunale — ribadiscono — continua a negare lo stato di emergenza costringendo il Comitato a intraprendere azioni alternative a tutela dei nostri figli. Dopo sei mesi di attesa, con l'inizio della scuola, la tentazione di tornare alla normalità appare l'unica evidenza del momento. Tuttavia la realtà non cambia. Gli edifici che ospitano ogni giorno i nostri figli sono stati dichiarati, sulla base di dati tecnici oggettivi, vulnerabili in caso di calamità sismiche particolarmente intense».
Deborah Di Vincenzo
21/09/2009