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La didattica trasferita alla Casa dello studente e gli alloggi a Pesche

Università via dal centro storico

ISERNIA  Odg dell'opposizione: l'argomento oggi pomeriggio sarà discusso in Consiglio

L'Università isernina si appresta a vivere una nuova rivoluzione. Nel cuore del centro storico, in pratica nell'ex seminario vescovile (Ateneo e Diocesi non avrebbero trovato l'accordo sulla vendita), potrebbe rimanerci solamente la segreteria. O, addirittura, nemmeno quella. L'Università, infatti, intende trasferire Beni culturali, Lettere e Tecniche della riabilitazione psichiatrica alla Casa dello studente in via Sant'Ippolito. Gli alloggi per gli universitari, sempre secondo gli intenti dell'Ateneo, saranno realizzati nella nuova sede di Pesche. Lì dove, ormai, si tengono la maggior parte dei corsi. Lì dove è stata realizzata la palestra. Lì dove è in via di realizzazione la strada di collegamento Pesche-Isernia. Insomma, una sorta di campus universitario. Ma l'opposizione al Comune di Isernia teme per le ripercussioni sulla parte antica della città e su tutto il centro urbano. Perciò, Partito democratico, Italia dei Valori e Iniziativa democratica hanno presentato la richiesta di un ordine del giorno, da discutere oggi pomeriggio. Se la seduta dovesse tenersi (la maggioranza è in fibrillazione per l'allargamento della giunta e potrebbe disertare la riunione) si discuterà anche dell'offerta formativa. Ottica ed Optometria è stata chiusa, il Polo scientifico, dopo l'apertura di Ingegneria a Termoli, non è decollato e neppure quello Umanistico con la decisione di istituire Scienze della Comunicazione a Campobasso e non a Isernia. L'opposizione intende aprire un discorso bypartisan con richieste ben precise da portare al vaglio di Regione e Università. In primo piano la necessità di non abbandonare la sede di via Mazzini e, in via più generale, una serie di accorgimenti ed iniziativa per far divenire Isernia vera e propria città universitaria. Accoglienza innanzitutto. Con foresteria, Casa dello studente, mensa universitaria, Carta dei giovani e degli studenti (con sconti ed agevolazioni) ed altro ancora. Ma la seduta odierna del Consiglio comunale (ore 17:30) avrà anche un'altra gatta da pelare. I debiti nei confronti delle imprese per i lavori pubblici effettuati. E, a quanto pare, si parla di ben 2 milioni di euro. L'Acem, a tal proposito, ha diffidato il Comune, perché le aziende sono con l'acqua alla gola con fornitori e maestranze. Il Comune, da parte sua, deve far quadrare i conti e rientrare nel Patto di stabilità. Fab.Zam.

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Fabio Zampetti

23/07/2009

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